sbordoni
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(Jamma) – Alla fine l’attesa non è stata delusa, il bando delle concessioni di gioco a distanza è stato finalmente pubblicato.

Non a caso, poco dopo lo scioglimento delle camere, a riprova che lo stallo era (e per certi altri aspetti purtroppo ancora è…) dovuto principalmente a ragioni per così dire politiche. “Per così dire”, perché il livello del dibattito è sceso in basso, molto in basso.

Aspetto positivo è che il bando rappresenta un primo segnale di riordino del sistema concessorio, dal momento che oltre alle cosiddette Bersani adeguate, concessioni per il gioco a distanza scadute in data 30 giugno 2016, anche tutte quelle relative al gioco a terra – e che rappresentano un gran numero di operatori – sono scadute almeno dalla stessa data.

L’augurio, a questo punto, è che il riordino prosegua, interrompendo l’incomprensibile, esasperante (e sospetto…) stop-over. Sarà, infatti, necessario che a questo bando di gara seguano quelli per il gioco a terra (scommesse e bingo, ndr), sperando che non subiscano dinamiche dilatorie ulteriori, e simili a quelle dell’online. Anche perché nel frattempo i media di settore continuano a bombardarci con proclami anti-gioco provenienti dai più remoti comuni d’Italia.

Per questo bando si registra un interesse rilevante degli operatori stranieri che, non coinvolti nel quotidiano italiano sentono meno l’influenza di tutta la negatività che ha colpito il settore. E restano convinti che quello nostro sia comunque un mercato interessante, cosa di cui magari dovrebbero convincersi anche i sobillatori dell’opinione pubblica.

A prescindere da derive moralistiche, resta un fatto: che sia come operatori che come regolamentazione l’Italia rappresenta una eccellenza che sarebbe folle distruggere.

Quanto al bando in sé, non si registrano novità significative, se non per l’applicazione del nuovo codice degli appalti che richiederà una diversa attenzione da parte di chi intenda presentare la domanda, specialmente nello svolgimento dell’attività concessa, e per la presenza di una ulteriore istituzione con cui confrontarsi, l’ANAC.

La convergenza inevitabile tra online e terrestre, accentuata proprio dallo stallo sopra descritto, andrebbe tenuta in conto per evitare situazioni di confusione e patologiche. Magari lo si farà più avanti, con normative regolamentari successive.

Anche la scadenza breve al 2022, giustificata dalla ricerca dell’allineamento di tutte le concessioni, (allineamento di cui sinceramente non si sente un bisogno incontenibile…) è un aspetto proprio di questo bando, che ci ricorda come le scadenze brevi in relazione ad altre concessioni siano state contestate anche a livello europeo, come nel caso del bando Monti.

“Eppur si muove”, avrebbe detto Galileo Galilei perseguitato dall’inquisizione e costretto ad abiurare la sua stessa teoria che riteneva (guarda un po’…) che il sole, e non la terra, fosse il centro dell’universo. Eppur si muove, diciamo ora noi commentando l’uscita di questo bando e l’interesse che ne consegue, di un settore perseguitato da una simile becera inquisizione. Sperando che per avere ragione non passino gli stessi secoli che ha dovuto attendere Galileo.

Avvocato Stefano Sbordoni

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