Il mercato italiano del gioco e delle scommesse online riserva sempre interessanti sorprese. StarCasinò, marchio di proprietà di Betsson BML Group Ltd che opera sul nostro mercato dal 2012, si distingue da diversi mesi per le ottime performace di raccolta.

A Stefano Tino, dal gennaio scorso Managing Director di Betsson Group Italy, e al suo team si deve la crescita record (+41% rispetto al 2021) del brand di gambling StarCasinò, il sito d’intrattenimento sportivo StarCasinò Sport, il blog di StarCasinò Gratis e il nuovo StarCasinò Bet per le scommesse. In una intervista ci svela i ‘segreti’ di questo successo.

Partiamo dai numeri. StarCasinò chiude il secondo quadrimestre dell’anno con un trend di crescita della raccolta di gioco superiore alle più rosee aspettative. Siete sorpresi di questo risultato?

Assolutamente no, quando sono arrivato a Betsson circa 10 mesi fa ho capito sin da subito di avere tra le mani un brand dalle potenzialità enormi. Abbiamo lavorato duramente su ogni aspetto dal CRM, marketing, support e prodotto. Ho cercato di trasmettere una mentalità vincente dal primo giorno e detto all’intero team che il 100% del target sarebbe stato per noi una “banalità” e oggi i dati ci dicono che ogni quarter termina con risultati totalmente al di sopra di ogni pianificazione.

Sicurezza, qualità dell’intrattenimento e una buona comunicazione. In quale ordine metterebbe questi tre elementi per garantire una buona performance?

Difficile creare una gerarchia: sono tre elementi legati e che devono necessariamente convivere, ad esempio, Si può avere la migliore offerta del mercato ma se non c’è chiarezza e sicurezza tecnologica e dei dati si dura davvero poco. Se proprio dovessi dare per forza un ordine ti direi:

qualità dell’intrattenimento, sicurezza, buona comunicazione.

Il mercato sta premiando StarCasinò, è evidente, ma cosa ha funzionato di più sul mercato italiano?

Principalmente il commitment. Fortissimo attaccamento al progetto da parte di tutta l’azienda. Grazie a ciò, abbiamo potuto lavorare su un’offerta che oggi raggiunge picchi di 100 nuovi giochi al mese e un piano di CRM elaborato nei minimi dettagli per moltissimi segmenti.

L’emergenza pandemica ha accelerato i processi di digitalizzazione in molti settori. Quanto ha influito sul mercato e sul vostro business?

I numeri parlano chiaro: il 2020 è stato un anno che ha stravolto ogni previsione e trend, il mercato ha subito un’accelerazione fuori dal comune ma ora si sta lentamente tornando alla normalità. Il comportamento di gioco e la stagionalità stanno tornando in linea con il pre-covid. Inoltre (dati ADM) nel primo semestre del 2022 si registra una riduzione di nuovi conti gioco dell’ 11% rispetto all’anno precedente ma il mercato continua a crescere. Questo ci dimostra che “gli occasionali” stanno finendo e lasciando spazio ai soli clienti completamente in target che sono poi quelli più esigenti; coloro i quali conoscono maggiormente il settore.

Il ritorno alla normalità, e la ripresa dei mercati ‘terrestri’ avrà degli effetti importanti sul mercato del gioco online?

Sta già accadendo. In Italia il landbase ha sempre avuto un ruolo fondamentale e, in un mercato in ban adv come il nostro, il canale fisico costituisce una fonte di acquisizione fondamentale che può generare un gap importante tra i player aventi “il fisico” e i player puramente on line.

Il fatto di essere un operatore esclusivamente online oggi può essere uno svantaggio?

Dipende dai punti di vista. Un operatore puro on line perde la capacità di contatto fisico con il cliente oltre che di acquisizione ma dall’altra parte i dati ci dicono che i fatturati dell’on line crescono a dismisura con costi chiaramente molto ridotti. Una via di mezzo potrebbero essere i PVR ma questo è un altro argomento…

Da meno di un anno ricopre il ruolo di Managing Director di Betsson Group Italy, ma la sua esperienza sul mercato del gioco è più che consolidata. Come giudica il mercato italiano e, soprattutto, lo trova stimolante?

Ho lavorato su progetti in Africa e in Sud America proprio perché dopo aver lavorato in Italia sentivo la necessità di stimoli differenti ma sono tornato perché in fondo non esistono mercati come quello Italiano.

Parliamo di un contesto di grande complessità legislativa e con un altissimo tasso di competizione: fare risultato qui è come competere in Champions League. Nel mercato italiano convivono il passato, il presente e il futuro del gaming. Chi trova il giusto mix può raggiungere risultati eccezionali. (nella foto Stefano Tino, Managing Director di Betsson Group Italy)

Stefano Tino
Articolo precedenteCome Affiliarsi a un Sito di Scommesse? I Consigli di Imperial Deal
Articolo successivoSenato, esaminata la relazione conclusiva in Commissione d’inchiesta sul gioco: servono norme omogenee e razionali