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(Jamma) – Magic Wand è il programma di accelerazione per startup Fintech e Insurtech lanciato solo pochi giorni fa da Digital Magics, che ha l’obiettivo di rappresentare il centro di eccellenza in Italia di settore.

Tra i suoi partner c’è SisalPay, il brand dei servizi di pagamento del Gruppo Sisal. “Da SisalPay viene più della metà del turnover e più di un terzo del nostro ebitda” spiega a Affaritaliani.it Carlo Garuccio, Head of Strategy di Sisal Group. Garuccio è in Sisal da 2012, dove si è dapprima occupato di team innovation; da circa 2 anni è responsabile dell’area strategie, al servizio di tutte le linee business del Gruppo. In questa intervista l’Head of Strategy di Sisal spiega i motivi che hanno portato SisalPay a sostenere la nuova iniziativa.

Tra le grandi aziende che sostengono il progetto Magic Wand c’è SisalPay, il brand dei servizi di pagamento del Gruppo Sisal. Con quale spirito avete approcciato il progetto?

“Siamo molto entusiasti di partecipare a questa prima edizione, che non sarà certo l’ultima, con Digital Magics e gli altri partner che hanno sposato il progetto. SisalPay sta investendo tanto in sviluppo dei servizi di pagamento e digitale, e il sostegno a Magic Wand è un’iniziativa molto coerente con lo sviluppo del digital payment. Un processo di digitalizzazione che non avviene solo sull’offerta online: oltre a sviluppare iniziative di digital payment puro, infatti, stiamo digitalizzando anche l’esperienza nei nostri store, oltre 40mila punti vendita in tutta Italia: una risorsa straordinaria che ha guidato la crescita, e per noi rappresenta un elemento da valorizzare. L’evoluzione del business dei pagamenti rientra in un più ampio processo di sviluppo e digital transformation dell’intero Gruppo. Stiamo investendo in progetti chiave abilitanti, incidendo soprattutto su competenze e cultura, evoluzione del business, innovazione e reputazione. A supporto di questo processo, tra l’anno scorso e quest’anno abbiamo un piano di assunzioni di 100 nuove professionalità in campo digitale. A oggi 40 sono già stati inseriti in azienda, gli altri 60 lo saranno entro l’anno”.

Come funziona Magic Wand e quali sono i vostri obiettivi?

“Sono state presentate più di 50 candidature. Dopo una prima selezione ne sono rimaste 10, che nel percorso saranno ridotte a 6, quelle che arriveranno a fine programma e parteciperanno all’investor day. Le incontreremo speriamo più solide per valutare la fase successiva del programma di accelerazione. Magic Wand è il primo acceleratore così verticale su Fintech e Insurtech, mondi vicini a quello dei servizi di pagamento Sisal. Intendiamo intercettare le startup più promettenti che possono generare valore, per trovare angoli di cooperazione e valutare anche possibilità di investimento. Ci sarà occasione di conoscerle bene, è prevista anche una parte di mentorship con la partecipazione del nostro management, in una logica di duplice contaminazione. Le startup ne beneficeranno, ma ci aspettiamo anche di avere un impatto positivo dall’avvicinarci a realtà molto dinamiche, a team molto brillanti”.

Dall’assicurazione social tramite community, al sistema per la creazione e archiviazione di fatture e documenti, passando dal robo advisor degli investimenti della finanza alternativa: sono alcune delle startup prescelte per partecipare al progetto. Come le avete scelte insieme agli altri partner?

“Le startup selezionate operano in ambiti diversi, ma sono accomunate dalla singolarità e dal potenziale dell’idea, oltre che dalla qualità del team – ricordiamoci che spesso alla fine del percorso di una startup ci sono cambiamenti importanti rispetto alla partenza. Inoltre sostenere le startup ha per Sisal un significato importante di Corporate Social Responsability, anche considerato che rispetto ad altri Paesi l’Italia sconta un ritardo strutturale: grandi realtà come la nostra possono contribuire a lanciare iniziative importanti come questa. La logica delle aziende partner che come SisalPay stanno sostenendo Magic Wand è quella della coopetition, in un’ottica di open innovation. Dobbiamo superare la competizione per fare sistema, dare un contributo per spingere un settore giovane e dinamico come quello delle startup italiane, che hanno bisogno di programmi come questi”.

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