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(Jamma) “Parola d’ordine tracciabilità. Ma anche cooperazione internazionale, valorizzazione delle best pratice e prevenzione, soprattutto sulle fasce di popolazione più giovane.Ecco quanto emerso dal confronto organizzato dal Vice Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. Presenti gli europarlamentali del gruppo dei Socialisti Democratici ma non solo.” Parole di Simona Neri, referente Anci Toscana per il contrasto alla dipendenza del gioco d’azzardo, a commento delal tavola rotonda “L’azzardo non è un gioco” tenutosi il 27 giugno a Bruxelles.

“Un grande piacere per me portare il contributo degli amministratori toscani sul contrasto al gioco d’azzardo ed apprendere che anche da Bruxelles arriva un forte impulso a raccogliere le esperienze delle regioni europee e definire una linea politica comune.

Con 1.400 euro di spesa procapite annua, l’Italia è il primo mercato del gioco d’azzardo in Europa e il terzo mercato nel mondo. Un giro d’affari di 96 miliardi, cui si aggiungono quelli ricavati illegalmente delle mafie. Più del 5 percento del Pil, praticamente la terza impresa del Paese, fiorente e in crescita, che non risente della crisi ma che, anzi, su di essa prospera.

In 10 anni abbiamo passivamente assistito all’occupa­zione totale del territorio italiano da parte delle macchine mangiasoldi. Degli 8.057 comuni italiani, ne sono rimasti poche centinaia senza slot e stiamo parlando di comuni con una media inferiore ai 500 abitanti. Si stimano più di 800 mila giocatori patologici tra cui il il 5% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni.

L’esperienza del tavolo ludopatie di Anci Toscana nasce dalla necessità di tutelare le fasce più deboli della cittadinanza da un disagio che diventa sempre più percettibile e trasversale e di fare la nostra parte, come EntiLocali, inserendosi nella grande rete territoriale che coinvolge l’Azienda Sanitaria, Le Forze dell’Ordine, le Categorie Economiche ed un mondo dell’associazionismo attento e sensibile. In Toscana è vigente la L.R. 57/2013 che sul tema lascia spazio agli Enti Locali per l’individuazione di ulteriori luoghi sensibili (oltrealle scuole, luoghi di culto, centri sportivi..). Anci ha quindi distribuito una bozza di Regolamento Comunale sul Gioco Lecito che aggiunge ai citati spazi anche i parchi pubblici, stazioni ferroviarie o terminal di autobus, sportelli bancari, “compro-oro” invitando ad aggiungerne altri, opportunamente motivati, ma che rappresentino specifici spazi aggregativi locali. Allo stesso modo Anci ha proposto la modifica della suddetta L.R. 57/2013 introducendo l’obbligo di formazione obbligatoria per gli esercenti, già prevista da alcuni ordinamenti regionali italiani, si ritiene infatti che il personale operante nel settore debba trovasi preparato nel riconoscere l’insorgere la patologia,gli strumenti socio sanitari da attivare, e nel trattare situazioni di particolare pericolosità dovute anche ad altre forme di tossico-dipendenza che il giocatore può manifestare.

La Legge di Stabilità ha demandato alla Conferenza Stato-Regioni-Enti Locali il riordino del settore del gioco e sono previste delle drastiche riduzioni di slot machines dagli esercizi generalisti secondari, bar e tabacchi, un primo e positivo passo, dal momento in cui l’Italia è tristemente in testa (dopo gli australiani) sul dato del mercato mondiale che è il più alienante, ipnotizzante e pericoloso fra i giochi d’azzardo, proprio le slot machines. Addirittura più della metà della spesa italiana per l’azzardo deriva da queste, un mercato che si presta ad essere gestito indirettamente dalla criminalità organizzata. Anci Toscana chiede alla Conferenza Unificata di stringere sull’accordo ma salvaguardando l’autonomia locale dei Comuni, sia sulle distanze e sul numero di luoghi sensibili, sia sulla possibilità di regolamentare gli orari di apertura dei punti gioco.

Ci sono ancora molti temi da trattare, il problema è fondamentalmente culturale e serve soprattutto una task force tra tutti i soggetti in campo per sensibilizzare fin dalla giovane età al gioco sano e sociale, attuare sui vari livelli politiche di contrasto al disagio giovanile per infondere più fiducia sulle proprie capacità ed affermare con forza che sono le proprie competenze, e non la fortuna, che determinano il futuro destino economico.

L’appello che sento di rivolgere al Vice Presidente Sassoli è quello di stimolare un dibattito che consenta di raccogliere le esperienze delle Regioni Europee su questo tema, con l’obbiettivo di condividere una seria politica di contrasto alla dipendenza da gioco e soprattutto di gestione del capitolo relativo al gioco on-line che rappresenta senza dubbio la nuova frontiera del gioco d’azzardo. Ribadisco inoltre l’importanza che l’Europa sancisca un  principio fondamentale e cioè che la legislazione comunitaria, nazionale o regionale non costituisca lesione della libera iniziativa imprenditoriale in materia di gioco allorchè essa ne limiti la piena fruizione nello spazio e nel tempo, per tutelare la salute della popolazione o in generale le fasce piùdeboli di essa. Sottolineo il termine LIMITARE e non VIETARE una iniziativa economica in funzione di un interesse pubblico più alto e più generale”.

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