L’esperienza comunitaria nella redazione delle norme di riferimento primarie e derivate ci ha abituato a porre attenzione ai principi di equità e proporzionalità.

Sia i trattati (diritto primario) che costituiscono le basi e contengono le norme fondamentali per tutte le azioni dell’UE, sia le regole di diritto derivato, che comprendono i regolamenti, le direttive e le decisioni, basati sui principi e sugli obiettivi fissati nei trattati, vengono sviluppati solo dopo un intenso lavoro di raccolta delle informazioni, per la definizione di una fotografia accurata della situazione esistente, e di confronto con i rappresentanti delle realtà interessate.

La nuova regolamentazione adottata lo scorso giugno per gli apparecchi senza vincita in denaro sembra disconoscere i principi di base su cui si fonda l’attività di regolamentazione comunitaria.

In questi giorni gli operatori sono chiamati ad autocertificare apparecchi – mai sottoposti a verifica tecnica – e a dichiarare la loro conformità a regole “prodotte” successivamente alla data di acquisto degli apparecchi stessi.

Una autocertificazione difficile e rischiosa: l’acquirente può non avere le competenze per affermare l’immodificabilità e gli altri requisiti che la legge prevede.

Il pericolo è l’autodenuncia, aggravato dal fatto che è richiesta la dichiarazione della attuale ubicazione dell’apparecchio. Con la nuova legge i giochi senza vincita in denaro non possono più essere installati in ogni esercizio, le nuove regole non gestiscono il periodo transitorio e non tengono conto, ad esempio, che flipper e calcio balilla sono tradizionalmente installati in bar, circoli e altri esercizi pubblici. Gli apparecchi installati in queste location devono essere rimossi, con o senza autocertificazione.

Altro pericolo è di tipo economico: nessuno ha ancora precisato quali imposte sono previste per gli apparecchi di cui si chiede ora l’autocertificazione.

Il risultato di questa ultima macchinosa regolamentazione della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è l’equiparazione dei reati previsti per l’installazione di un apparecchio per il gioco d’azzardo e di un apparecchio irregolare senza vincita. Anche le sanzioni previste differiscono di poco.

Per questo le norme dovrebbero essere eque e proporzionali, altrimenti le conseguenze dell’applicazione potrebbero configurarsi in risultati molto diversi dall’obiettivo che il legislatore intende raggiungere.

Con le nuove regole tecniche per gli apparecchi senza vincita di denaro il settore è stato spinto verso il caos:

  • gli operatori corretti sono in stallo, non sanno cosa e come fare per adeguarsi alla normativa;
  • gli operatori irregolari hanno la possibilità di riprendersi quel mercato normalizzato nei primi anni 2000 dalla precedente gestione dei giochi operata dall’AAMS.

Ed ecco che sul territorio si stanno diffondendo a macchia d’olio apparecchi per il gioco d’azzardo (gli operatori hanno bisogno di lavorare e non sempre la necessità fa virtù…) gestiti da realtà clandestine che non hanno certo la preoccupazione dell’iscrizione al registro degli operatori autorizzati o della autocertificazione.

Ci saranno presto molte operazioni di Polizia, se gli obiettivi prefissati con la nuova legge sugli apparecchi da intrattenimento erano i sequestri allora la norma è un capolavoro amministrativo. m.b.