Tutti dovremmo avere ben chiaro cos’è e cosa fa un PVR. Lo riassumiamo brevemente in quanto una minima premessa è parte necessaria e integrante di quanto vogliamo sostenere.

Il PVR è una attività svolta, per conto di un regolare concessionario, da parte di un operatore, che affilia clienti, ne raccoglie i dati per registrare i contratti, vende loro le ricariche dei conti gioco, e permette l’effettuazione del prelievo dal conto gioco stesso.

Il PVR viene compensato dal concessionario per i servizi che eroga sulla base dei volumi che i clienti affiliati generano su giochi e scommesse.

Il PVR non fa intermediazione, non può in alcun modo offrire i servizi di una agenzia di scommesse, ovvero giocata anonima al banco, incasso dei soldi della puntata e pagamento della eventuale vincita. La questione è fondamentale ed è importante chiarirla.

IL PAGAMENTO DELLA POSTA, SPETTA SOLO ED UNICAMENTE AL CONCESSIONARIO TRAMITE LA RICHIESTA DA PARTE DEL END USER DAL SUO CONTO PERSONALE

Il PVR può essere inserito nel contesto di un Internet point, che mette a disposizione dei clienti pc con navigazione libera, mai  bloccati su siti di gioco.

Il cliente dell’Internet point, ovviamente, può andare sui siti che preferisce, incluso quello per cui l’Internet point svolge attività di PVR, e operare sul proprio conto gioco.

Non è mai sanzionabile chi utilizza il proprio conto gioco. Viceversa è reato far giocare qualcuno su conto di una terza persona, in questo caso sono previste fattispecie penali per intermediazione e esercizio abusivo di attività di scommesse.

Opera legittimamente il PVR che apre il conto, vende la ricarica, eventualmente noleggia il pc al cliente che può collegarsi al sito, giocare e se il centro mette a disposizione fra i servizi quello della stampa, può stampare il promemoria di giocata al cliente.

Promemoria di giocata che, è importante precisarlo, non è un ticket di scommessa, non è la ricevuta di un contratto di gioco, al portatore, ma è il promemoria di un rapporto intercorso fra il cliente e il concessionario, attraverso conto gioco privato e nominativo. Come ricordato sopra, non potrà mai essere pagato il ticket, potrà solo essere richiesto il pagamento di un voucher che il cliente avrà generato per prelevare dal proprio conto gioco. Tutto registrato, tutto nominale, tutto tracciato, tutto perfettamente legale.

Perchè dovrebbe essere interessante l’attività di PVR viste le restrizioni appena descritte, rispetto ad un normale negozio di gioco?

La parola chiave è, appunto, restrizioni. Nell’anno orribile 2020, i gestori di negozi di gioco hanno dovuto affrontare qualcosa di simile alle piaghe bibliche. Prima le restrizioni orarie, poi i distanziometri e infine 180 giorni di chiusura fra primo e secondo lockdown. Al momento in cui scriviamo, dicembre 2020, le sale gioco sono chiuse da un mese e mezzo e nessuno ha idea di quando riapriranno.

Bene, quanti giorni di chiusura hanno fatto i PVR? Zero.

A quanti metri di distanza deve stare il PVR da scuole, chiese, bancomat, compro oro, centri sportivi, o qualunque altra cosa un creativo amministratore dovesse definire luogo sensibile? Anche qui, nessuna limitazione sussiste.

Per sua stessa natura, il PVR si colloca all’interno di un’altra attività.

Ma oggi il discorso va ampliato. L’offerta di servizi destinata al PVR e alla sua clientela si è allargata.

Il 24POINT  è un vero centro servizi. Certo, aperture conto gioco e ricariche restano il core business, ma il pacchetto servizi è talmente ampio da far diventare il PVR un punto di riferimento per tutto il quartiere in cui opera.

Dalle ricariche telefoniche, ai servizi postali, pagamento bollettini, spedizioni con corriere espresso, ritiro Amazon, Wish, Internet point, centro stampa, copisteria, cartoleria e prodotti di consumo per informatica, cartucce rigenerate, ricariche skrill, paypal, postepay, abbonamenti netflix, sky, amazon, playstation plus, xboxlive, gift card e tutto un mondo di servizi digitali in un unico luogo fisico in cui il cliente si sente a casa.

Superate in questo modo tutte le restrizioni, si può operare a 360 gradi offrendo tutto il bouquet di servizi alla clientela, e il frequentatore del locale non ha quello sgradevole stigma sociale spesso associato al negozio di gioco puro, dove l’avventore rischia in un certo senso di essere additato da benpensanti e beghine di paese.

Lavorare con serenità e orgoglio, senza essere oggetto di pregiudizi e demagogia da quattro soldi, offrendo un prodotto in continua evoluzione, con provvigioni vantaggiose e bonus accattivanti per i clienti, come il 10% di cashback sullo sport o sul casinò.

Questi sono gli obiettivi che ci poniamo di raggiungere con i nostri PVR, sviluppando il locale insieme al gestore, prevedendo con rendering grafico 3d il migliore allestimento possibile per avviare una attività che sia punto di riferimento per tutti.

Questo il punto di vista di GS24.it, a cura di Domenico Di Felice direttore commerciale GS24.

 

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