«Le associazioni di aziende che operano nel settore dei giochi pubblici in concessione e gestiscono sale scommesse, sale per il  bingo e sale dedicate agli apparecchi da intrattenimento hanno firmato un appello in cui chiedono al Governo di consentire la immediata riapertura delle attività dopo 11 mesi di chiusura e di blocco delle attività. Fissare la ripartenza l’1 luglio significa condannare le 75mila imprese e oltre 150mila lavoratori ad altri 40 giorni di agonia che, per molti, equivarrebbe a fallire. Per questo la richiesta è di anticipare la riapertura del comparto a giugno, sulla base di protocolli sanitari già approvati che garantiscono la sicurezza a utenti e lavoratori.

Le organizzazioni firmatarie hanno infatti sottoscritto fin dalla primavera 2020 severi protocolli di prevenzione dal rischio COVID, prevedendo le azioni da intraprendere per prevenire o ridurre il rischio di contagio nelle sale e nelle attività assimilate. Nonostante la disponibilità e la provata efficacia nel 2020 di questi protocolli di prevenzione, le attività delle sale sono tuttavia continuativamente inibite anche nelle zone “gialle”.

Occorre ricordare che il comparto ha subito rilevanti effetti economici negativi fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria poiché le aziende sono state costrette, già dai primi provvedimenti Regionali e Governativi, alla chiusura. La totale interruzione delle attività ad oggi per 11 mesi su 15 (da marzo 2020 a maggio 2021) ha determinato la cancellazione di oltre il 90% dei ricavi delle aziende, a fronte della permanenza di ingenti costi fissi per il mantenimento delle strutture di funzionamento delle concessioni.

Proseguono inoltre le forti criticità sul profilo della legalità. Non a caso le commissioni parlamentari competenti hanno segnalato il crescente numero di sequestri e sanzioni comminate dalle Autorità di polizia. Emergono infatti evidenti segnali di una già esistente recrudescenza del gioco illegale e delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto delle imprese della distribuzione nel comparto, fortemente indebolite dal punto di vista finanziario.Il  mancato riavvio delle attività, la mancanza di supporti alla continuità dei servizi di raccolta dei giochi regolamentati e la sicura crisi finanziaria di molte aziende di settore, in condizioni per di più di ulteriore difficoltà di accesso al credito, costituiscono un inevitabile presupposto al default progressivo di larga parte del sistema di raccolta controllata delle scommesse, del bingo e degli apparecchi da intrattenimento».

Lo riferiscono, in una nota congiunta, le realtà firmatarie dell’appello al Governo: Acadi – Confcommercio, AS.TRO – Confindustria, EGP – FIPE, FIEGL – Confesercenti, Sistema Gioco Italia – Confindustria, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UilTuCs.