Scuole, musei, palestre, locali di intrattenimento, sale giochi e scommesse. Sono tra le attività ancora chiuse per le quali sembra difficile l’ipotesi di riaprire il 16 gennaio prossimo.
Secondo fonti del governo sulle prime tre categorie  si concentrano al momento gli sforzi della politica per riprendere gradualmente con le attività che più di tutte hanno sofferto per le chiusure legate alla pandemia di Covid-19. Da una parte si guarda alla vaccinazione di massa come alla soluzione nel lungo periodo, dall’altra si attende di capire se al termine di queste feste blindate potranno riaprire scuole, biblioteche, piscine e impianti sportivi, musei e teatri. “Penso sia possibile, seppur con alcune limitazioni, riaprire palestre, piscine e centri di danza entro la fine di gennaio”, è la risposta che arriva dal ministro dello sport Vincenzo Spadafora, intervenuto stamattina al programma di Raitre Agorà. Se ovviamente si dovrà tenere conto dell’andamento dei contagi, dall’altra “l’apertura a fine gennaio è un obbiettivo raggiungibile”.

‘’Dobbiamo vedere i dati della pandemia dei primi di gennaio’’ ha aggiunto, dicendosi ottimista circa la definizione di nuovi protocolli da parte del Cts.
Proprio in questa direzione si articola l’attivita’ delle associazioni di categoria che si stanno confrontando su modifiche ai protocolli di sicurezza. Come per altre attività infatti i timori sono legati alla possibilità di assembramenti all’esterno dei locali.

Infine la questione più spinosa, ovvero i ristori per tutte queste attività rimaste ferme per lungo tempo con perdite importanti in termini di fatturato. A tal proposito Spadafora ha annunciato per gennaio un nuovo decreto, il quinto.
‘’La verità è che non siamo ancora usciti dalla crisi e dovremo farlo in contemporanea con la diffusione dei vaccini, entro gennaio”, ha concluso.