“Il problema vero del gioco d’azzardo non è la distanza, quanto invece una predisposizione del soggetto alla compulsione a ripetere. Cioè, chi gioca d’azzardo ha quella forza interiore che lo porta a ripetere il gesto. Così come quando ci troviamo di fronte al killer seriale: il killer seriale ha quella forza interiore che lo porta a ripetere”. E’ quanto ha dichiarato Ignazio Zullo (Direzione Italia) intervenendo in Consiglio Regionale della Puglia nel dibattito sulla revisione della legge regionale sul gioco d’azzardo.

“Il problema non è pensare che, se uno sta ricoverato, ha questa forza interiore in un ospedale e si trova a 250 metri, va a giocare, mentre, se si trova a 500 metri, non va a giocare. Il problema non è pensare che, se uno va in chiesa e si trova l’esercizio del gioco d’azzardo a 250 metri, non va a giocare, e viceversa. Non è questo il discorso. Per me, è riduttivo, è molto riduttivo questo discorso.

Il problema, secondo me, non è lì, il problema è di come noi configuriamo i servizi per stare accanto alla famiglia, alla persona in un momento in cui la famiglia e la persona vivono degli stress che sono relazionali, economici, lavorativi eccetera, e avrebbero bisogno di maggior supporto psicologico, e noi abbiamo servizi sanitari che, sia nella fase della prevenzione, sia nella fase della cura, sia nella fase della riabilitazione, sono purtroppo carenti”.

E ancora: “Presidente, francamente sono un po’ stanco di sentir parlare continuamente di centrodestra-centrosinistra, centrodestra-centrosinistra.

Per fortuna, oggi sono loro al Governo. Io la volta scorsa ho detto una cosa molto semplice. Quando addossavano a noi la colpa della disumanità rispetto a un dramma delle persone e delle famiglie, quando intravedono in noi quell’atteggiamento ipocrita per cui siamo con la famiglia e poi abbandoniamo i loro figli quando cadono in questo dramma, io dicevo a loro che noi non saremmo stati qua se entro un mese, entro due mesi, entro tre mesi, non sia legiferato rispetto a questa materia. Invece non c’è ancora nulla. Non solo. A me risulta che i fondi per i loro cavalli di battaglia, per il reddito di cittadinanza e per la Quota 100, provengano dalle entrate del gioco d’azzardo.

Scusate, io appartengo a un centrodestra che viene accusato di ipocrisia, di chissà che, però se facciamo un confronto io mi sento veramente esentato da questa situazione. Scusi, Presidente, se ho ripreso la parola. Poi non parlo più. Marco Galante, meno male che non parlo più. Tu vuoi che non parliamo. Tu vuoi che l’unica voce che deve esistere, così come avviene sui social… Non ti permettere mai a parlare di un Cinque Stelle, perché ti uccidono di menzogne. Questo è il loro volere. Il loro volere è questo. Non deve parlare nessuno, perché gli unici ad essere titolati di parola devono essere loro, perché hanno una piattaforma Rousseau, e questa piattaforma Rousseau decide… Badate bene. Parliamo dei brogli elettorali nelle elezioni dove ci sono rappresentanti di lista. Poi loro, con la piattaforma Rousseau, decidono democraticamente dei destini delle persone, dei Sottosegretari, di Di Maio, eccetera.

Se questa è la politica, Presidente, vuol dire che qui questo Stato, questa nostra Italia deve cambiare profondamente. La colpa è del centrosinistra e avete messo la testa sotto la sabbia. La colpa è nostra perché siamo troppo liberisti, però loro una norma ad oggi non la fanno, nonostante siano così sensibili verso questa materia.

Galante, ti prego, una volta tanto fammi vedere una lettera che invii a Di Maio dove dici: “Per favore, in un mese mi fai questa storia?”. Può darsi che non ti ascolteranno, come non hanno mai ascoltato me quelli che sono al Governo, quando ho parlato, ma almeno fammi vedere che hai fatto una lettera verso quelli. Fammi vedere. Benissimo. Quando mi farai vedere una lettera contro quelli, capirò la tua buona azione. Ad oggi, la tua buona azione è solo quella di sparlare contro il centrosinistra, contro il centrodestra, contro tutto il mondo. Alla fine, che cosa proponi verso questo discorso e questa materia?

Noi ci assumiamo le responsabilità. Io dico che il distanziometro non serve a niente. Ne sono convinto e, in scienza e coscienza, voto così, e mi assumo la responsabilità senza dovermi sentire il centrodestra e il centrosinistra. Io voglio sapere tu che fai con il tuo Governo centrale per dare una normativa che sia uniforme sul piano nazionale e che sia uguale per tutti i cittadini pugliesi e per tutti i cittadini italiani. Questo voglio capire. E non prendete poi i soldi, per i vostri cavalli di battaglia, dalle entrate della ludopatia. Per favore, perché questo non va bene e non vi fa onore”.