E’ finita con la prescrizione del reato la vicenda che vedeva coinvolte 15 persone per il reato di truffa , evasione fiscale e anche usura. Tutto parte dalla denuncia, 13 anni fa, di un giocatore e il sospetto di una truffa messa in piedi da un produttore di AWP della Campania. Nei guai anche un grossista perugino (a sua volta proprietario di una nota sala giochi) che distribuiva le macchinette ai diversi esercenti. Ben quindici persone in totale sono andate a processo con l’accusa di truffa ed elusione fiscale. Solo nel 2016 la prima udienza davanti al collegio presieduto dal presidente Gaetano Mautone. Ed è sfilato sul banco dei testimoni uno dei finanzieri che aveva eseguito i primi accertamenti. Dai quali erano subito emerse “quelle schede a dir poco alterate nelle slot distribuite dal grossista campano”. Il dibattimento si è aperto dopo oltre quarantaquattro rinvii, dovuti ai soliti problemi di notifica.  Per gli inquirenti le slot truccate servivano per truffare lo Stato e far indebitare i giocatori. In altre parole, grazie alle schede clonate o modificate, non venivano forniti ai Monopoli “dati veritieri in merito alla entità delle giocate” e la somma rimaneva in possesso del sodalizio“.

Circa tre anni dopo si chiude la vicenda non prima che al Tribunale arrivi una richiesta della Guardia di Finanza nella quale si chiede di sapre cosa nedovranno fare delle tantissime slot sequestrate a suo tempo e ancora nella loro disponibilità.