“Ci tengo a sottolineare come si tratti di una previsione assolutamente di buon senso, in un’ottica di incentivo e promozione di attività diverse dal gioco d’azzardo, che rappresentano una scelta alternativa per l’intrattenimento della clientela delle attività commerciali”, così il deputato del M5S Mario Perantoni commenta a Jamma l’approvazione dell’emendamento a sua firma al dl Fiscale che esclude i possessori ed i detentori di calciobalilla dall’iscrizione, a partire dal 2020, al Registro unico degli operatori del gioco pubblico, esentandoli dal pagamento della tassa d’iscrizione

E il calciobalilla è senza dubbio un’alternativa sana a tutti quei giochi che possono provocare (e provocano) ludopatia, quali scommesse, slot machine, videolottery e gratta e vinci.

Il biliardino costituisce, infatti, un’occasione di socializzazione e svago a qualunque età, ben diversa da quelle proposte dai luoghi dell’azzardo e dei giochi a vincita di denaro.

Peraltro, la storia stessa del calciobalilla impone un diverso approccio e regolamentazione: i primi rudimentali calciobalilla furono utilizzati, con ottimi risultati, per la riabilitazione psicomotoria dei reduci di guerra al termine della seconda guerra mondiale e a partire dagli anni cinquanta la disciplina ha iniziato ad assumere addirittura le caratteristiche di sport, grazie all’organizzazione di tornei. Oggi, il calciobalilla è considerato in tutto il globo terrestre un vero sport, con tanto di club e scuole.

Per tutte queste ragioni, d’accordo con il governo, si è ritenuto opportuno tenerlo distinto dalle altre categorie di gioco – non essendo in alcun modo  a queste paragonabile – e si è quindi deciso di riformulare l’emendamento, raccogliendo anche le istanze provenienti dal settore.

In particolare, la riformulazione si è resa opportuna al fine di chiarire e meglio specificare che tale criterio di esclusione dall’obbligo riguarda i giochi, qualunque essi siano, che non danno luogo a vincite in denaro di qualsiasi entità.

L’esenzione, in altre parole, vale esclusivamente per quegli apparecchi di puro intrattenimento senza vincita in denaro, che non rilasciano i tagliandi previsti dalla riformulazione stessa.

Un chiarimento necessario, quindi, per evitare di colpire le attività puramente ludico-sociali, che nulla hanno a che fare con il gioco d’azzardo e con vincite in denaro”, conclude l’onorevole Perantoni.

Dl Fiscale. Approvato emendamento che esclude calciobalilla da obbligo registro giochi