Di seguito un’analisi delle determinanti del gioco, della sua evoluzione e del rapporto tra gioco legale e illegale.

Attività Osservatorio sui Mercati Regolati della Luiss Business School

Il 6 Luglio 2021 è stato presentato il Primo Rapporto di ricerca sul settore del Gioco in Italia, nato dalla collaborazione tra la Luiss Business School e Ipsos e realizzato con il supporto della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. I risultati hanno contribuito alla comprensione delle dinamiche del settore, dei comportamenti dei giocatori e dei rischi connessi allo sviluppo dei canali illegali. Tra le principali evidenze del Rapporto portate dalle analisi della Luiss Business School, vanno segnalati:

  1. i dati relativi all’impatto della pandemia (dal fatturato complessivo di oltre 15 miliardi nel 2018 si è avuta nel 2020 una complessiva riduzione della spesa del 33,5%).
  2. Nel 2020 il gettito erariale da gioco ha registrato la più bassa incidenza alle entrate fiscali dal 2006.

La parte conclusiva del progetto di ricerca sul settore del Gioco, elaborato dalla Luiss Business School, che viene presentata oggi, ha riguardato lo sviluppo di modelli econometrici per l’analisi delle determinanti del gioco, della sua evoluzione e del rapporto tra gioco legale e illegale in Italia.

Analisi condotte: domande di ricerca

Utilizzando dati spaziali (cross-section), le verifiche econometriche, basate su un modello logistico, hanno riguardato la determinazione delle caratteristiche (individuali e non) che incidono sulla:

Probabilità di essere un giocatore illegale

L’analisi econometrica con dati longitudinali (relativi ad anno, regione e tipologia di gioco) ha stimato tramite un modello con effetti fissi volto ad identificare:

Determinanti della raccolta delle diverse tipologie di gioco, considerando, accanto ai prezzi, il ruolo

  1. a) del reddito familiare pro capite
  2. b) della spesa ricreativa pro capite

L’evoluzione della raccolta su spesa ricreativa per anno per area geografica.

Analisi condotte: fonti dei dati

I dati impiegati per queste analisi derivano da diverse fonti che sono:

i dati sul gioco fisico e sull’attività di vigilanza sul settore del gioco in Italia per mese e per provincia, o per regione, collezionati da ADM per il periodo 2011-2020;

i dati sulle caratteristiche socio-economiche delle diverse aree del Paese resi disponibili dall’Istat per il periodo 2011- 2020;

i dati dell’indagine demoscopica sul gioco in denaro condotta da Ipsos a Gennaio 2021. I dati sono stati raccolti e forniti da Ipsos nell’ambito del presente progetto di ricerca;

i dati sul monitoraggio del Covid-19 della Protezione Civile per il periodo 2020-2021.

Sinossi dei principali risultati

Probabilità di essere un giocatore illegale:

Conoscenza effettiva della legge dell’interesse composto (–)

Percezione della problematicità del gioco illegale (–)

Avversione al rischio (–)

Classe di reddito (–)

Età (–)

Sinossi dei principali risultati

Raccolta delle diverse tipologie di gioco: su reddito familiare pro capite: l’elasticità della raccolta totale di gioco rispetto al reddito pro capite è pari a 0,42. Questo fatto evidenzia che il “gioco” è un bene “normale” (la domanda cresce al crescere del reddito) e un bene “necessario” (ineliminabile dal paniere dei consumi). La spesa per il gioco presenta un’elasticità rispetto al prezzo pari a –1,46.

Raccolta delle diverse tipologie di gioco: su spesa ricreativa pro capite: l’elasticità della spesa totale per il gioco in denaro rispetto alla spesa ricreativa pro capite è pari a 0,48. Questa elasticità è positiva e inferiore a uno per tutti i giochi, confermando le caratteristiche della “normalità” e della “necessità” (in senso tecnico) del gioco in denaro. La spesa complessiva per il gioco presenta un’elasticità rispetto al prezzo pari a – 1,46.

L’evoluzione della raccolta sulla spesa ricreativa pro capite per anno per area geografica (2011-2020)

Luiss1

L’evoluzione della raccolta sulla spesa ricreativa pro capite per anno per area geografica (2011-2020)

Luiss 2

Discussione dei risultati

Le analisi hanno fornito una prima rilevante overview delle determinanti dell’essere giocatore illegale in Italia. Le verifiche econometriche per il nostro Paese hanno evidenziato che l’elasticità del gioco rispetto al reddito e alla spesa per beni ricreativi risulta essere positiva e di entità limitata. Questo fatto, robusto dal punto di vista econometrico, segnala che il “gioco” è un bene normale e necessario. Inoltre è stato evidenziato come il valore della raccolta degli apparecchi (AWP e VLT) sulla spesa ricreativa sia diminuita a seguito del Covid-19. In aggiunta, si è rilevato come il valore della raccolta sulla spesa ricreativa risulti essere maggiore al sud rispetto alle altre aree geografiche.

I risultati della presente analisi, che aiutano a comprendere la rilevanza di tali fattori, risultano essere molto utili per tutti gli stakeholder (ad esempio, operatori del settore e policy maker) al fine di perseguire una serie di obiettivi, non ultimo dei quali quello di fronteggiare al meglio il gioco illegale. Per chiudere, come già rilevato in altre parti del Rapporto, i risultati econometrici confermano il ruolo positivo che il gioco in denaro può esercitare sul benessere dei giocatori. A tal fine, è necessario che venga opportunamente tutelato attraverso una regolamentazione attenta, in particolare ai comportamenti dei giocatori e alle evoluzioni tecnologiche, e sia accompagnato da una lotta serrata e senza quartiere al gioco illegale.

RIASSUNTO ELEMENTI FONDAMENTALI

Lo scopo del primo anno di attività è stato quello di ricostruire le dinamiche del settore del gioco in modo indipendente per mettere a fuoco come è fatta l’intera filiera.

E’ un tipo di analisi e di ricostruzione del settore che non era mai stata fatta prima.

Inoltre, sono state approfondite le conseguenze sul settore derivanti dal Covid con un focus dedicato all’andamento del gioco legale.

L’indagine Ipsos presentata a luglio 2021 ha studiato il comportamento del consumatore attraverso una community on-line e una survey che ha coinvolto 4.000 individui: il gioco è trattato al pari degli altri consumi, fa parte dei bisogni fisiologici delle persone, per cui, nel momento in cui non è disponibile, si cercano delle soluzioni alternative.

Questo atteggiamento è stato anche confermato dallo studio sugli attori della filiera distributiva presentato oggi: Ipsos ha svolto una raccolta dati e analisi focalizzata su 300 punti di vendita, Luiss BS ha implementato dei modelli econometrici per individuare le determinanti dei comportamenti di gioco e delle scelte dei giocatori.

  • Gli esercenti sono stati intervistati per una necessità di completezza, per restituire una fotografia dell’intera filiera; inoltre è utile comprendere il danno che l’illegalità causa agli esercenti.

Sono state condotte analisi statistiche basate su 2 set di dati: i dati raccolti da Ipsos sul target popolazione e i dati ADM sulla raccolta del gioco incrociati con i dati di spesa Istat.

  • Sono quindi state individuate delle variabili che significativamente spiegano le abitudini di gioco, tra le quali la percezione di problematicità del gioco illegale, il reddito, l’età, l’avversione al rischio (in negativo), le conoscenze finanziarie (in positivo).
  • Grazie ai dati Istat e ADM è stata fatta un’analisi longitudinale prendendo in considerazione la presa ricreativa pro-capite e la spesa per il gioco. La conclusione cui si è giunti è che il gioco è un bene normale: minore è la vincita attesa, minore è la raccolta/ spesa. E’ parte integrante delle abitudini di spesa.
  • I risultati non sono omogenei per area geografica: la pandemia ha ridotto la spesa per il gioco ma meno nelle regioni meridionali. Per giochi quali Lotto e Superenalotto, rispetto a AWP e Slot, la spesa è rimasta pressoché invariata.
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