Si naviga a vista. Omicron ha riportato il Paese ed il settore dei giochi nelle stesse situazioni vissute con il lockdown.

Tra controlli del Green Pass e divieti imposti per contrastare la diffusione del Coronavirus, di fatto siamo in stato di confinamento non dichiarato.

La scadenza delle principali concessioni per la raccolta fisica è prossima, molte altre concessioni sono già scadute ed esercitate in regime di proroga onerosa che è insostenibile nell’attuale stato di confinamento non dichiarato.

Il sistema del gioco pubblico non è più solo in crisi, il trend economico va verso il punto di non ritorno e il totale smantellamento della rete di distribuzione del gioco lecito.

Se nel breve termine non arriveranno provvedimenti di riordino e di adeguata regolamentazione tutto il gioco passerà nelle mani di organizzazioni illegali e clandestine.

Anche nel gioco online, dove è stata riscontrata una crescita della raccolta e qualcuno ipotizza sarà l’unico canale possibile per la distribuzione del gioco pubblico, i problemi sono tanti: il divieto di pubblicità e la concorrenza non regolamentata ostacolano i concessionari autorizzati e avvantaggiano gli operatori non regolari.

Tutto questo porterà conseguenze nefaste per il gettito erariale dai giochi ma avrà anche un pericoloso impatto sulla salute dei giocatori. Il gioco pubblico propone un ambiente di gioco regolato e controllato, cosa potrà succedere ai giocatori che accetteranno le offerte non regolamentate è facile da immaginare.

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