“Quello di oggi è un altro passo di un lungo viaggio che hanno fatto gli operatori italiani negli ultimi anni, mi sarebbe piaciuto portare la politica a vedere cosa sta accadendo alle nostre aziende. L’AWP 4.0 e tutto ciò che ne consegue rappresenta il tentativo di modernizzarci per raggiungere il livello di competitività che c’è in Europa. Il nostro settore da 6/7 anni è considerato il colpevole di un Paese che è allo sbando, con aumenti di tassazione, limitazioni e una vera e propria battaglia sociale. Basti pensare alle aggressioni che abbiamo avuto dai giornali”.

Lo ha detto il presidente di AsTro, Massimiliano Pucci (nella foto), all’evento organizzato a Ferentino (FR) da Jasmine Play e patrocinato dagli operatori del settore per la presentazione del nuovo software BE HIND, progettato per rendere efficiente ogni processo e fornire agli imprenditori ogni tipo di strumento tecnologico necessario a svolgere e tracciare le diverse attività di gestione degli apparecchi automatici, al fine di facilitare gli interventi di manutenzione e migliorare le performance dell’azienda.

“Sembra che il sottosegretario Freni (Mef) sia stato chiaro, i prezzi messi sulle gare rappresenterebbero la fine anticipata non solo del nostro comparto ma di tutto il settore. Dopo un anno e mezzo di chiusura ci aspettiamo qualcosa in più. Il settore sta cambiando non solo dal punto di vista delle dinamiche aziendali interne, ma anche in ambito distributivo. Tutto questo ovviamente non può prescindere dal riordino. E’ nell’interesse dello Stato fare il riordino altrimenti non ci saranno gare. Dobbiamo essere pronti allo switch da gennaio e iniziare a ragionare su che tipo di riordino proporre. Il 30 a Bologna come AsTro voteremo una proposta molto organica. C’è bisogno di un riordino che non sia episodico e dia certezza e regole chiare a tutto il settore, definendo i rapporti con i territori e quelli all’interno della filiera. L’obiettivo principale è quello di partecipare al riordino sulla base delle esperienze che abbiamo vissuto in questi anni. Con il M5S abbiamo ancora una forza politica che è oltre il 32% in parlamento e che crede noi siamo un problema per questo Paese, non crede nella regolamentazione del segmento che rappresentiamo, nonostante poi sottoscriva le leggi sulla liberalizzazione della marijuana volendo sostituire i nostri negozi con quelli che vendono droga. Forse è arrivato il momento di superare la categoria del gestore, noi siamo operatori del gioco. Il gestore è limitato nella sua definizione, entriamo nella fase di riordino convinti che la stella polare siano le frasi del sottosegretario Freni: un riordino che non deve lasciare indietro nessuno. Una riforma a 360° che risponda ai problemi evidenziati dalle associazioni nei vari territori e a quelle situazioni limite che portano i nostri clienti a degenerare verso l’azzardopatia. Regolare i diritti e i doveri dell’intera filiera conviene a tutti”.