“Quello su chi stiamo lavorando è un progetto ampio, un programma di ricerca e di governance importante. Una ricerca già realizzata a luglio ha evidenziato che 2/3 della popolazione maggiorenne italiana ha dichiarato di aver giocato almeno una volta. Un fenomeno sociale importante, con 4,4 milioni di persone che però continuano a giocare su canali illegali. L’87% ritiene che il fenomeno dell’illegalità sia molto diffuso. Meno ritengono che ci sia una probabilità di essere scoperti. Uno degli elementi per attenuare il fenomeno è sicuramento quello della censura sociale. L’ambivalenza e la scarsa certezza non aiuta in questo senso. La stessa ricerca evidenziava che il lockdown aveva portato ad un aumento dell’online, chiudendo i punti illegali, poi, era aumentato quello illegale”.

E’ quanto ha dichiarato Nando Pagnoncelli (nella foto), presidente IPSOS, oggi in occasione della presentazione a Roma dei risultati della ricerca del settore del Gioco in Italia, svolta nell’ambito dell’Osservatorio sui mercati regolati di Luiss Business School. Il rapporto tra gioco legale e illegale, l’impatto sull’economia e le conseguenze sul mondo del lavoro di due anni di pandemia sono i temi al centro dell’incontro.

La prima analisi, curata da Ipsos, ha coinvolto 300 imprese impegnate nella distribuzione del gioco tra esercenti, bar, tabaccherie, ricevitorie, sale gioco e sale scommesse, mentre la seconda, elaborata sulla base di un modello econometrico sviluppato dalla Luiss Business School, ha definito il profilo del giocatore tipo, grazie a dati forniti dall’Agenzia delle dogane e dei Monopoli e da Istat.

“Dalla nostra indagine – ha proseguito Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos – emerge una differente percezione dell’illegalità nel mondo del gioco: il 70% degli operatori pensa che questo fenomeno riguardi principalmente il canale fisico e che si sia propagato soprattutto durante il periodo pandemico, con conseguenze ritenute gravi per la diffusione del malaffare. I risvolti negativi sono poi ulteriormente rafforzati dalla convinzione presente nel 70% della popolazione e nel 79% degli esercenti, che non sia facile intercettare e punire fenomeni di illegalità, che inoltre sono socialmente tollerati, situazione che indebolisce la capacità della rete distributiva del gioco legale evidenziando delle fragilità di cui è bene tenere conto nel futuro”.

Sempre secondo quanto rilevato da Ipsos, il settore del Gioco si conferma pesantemente toccato dagli effetti della pandemia: solo il 35% degli esercenti dichiara di essere soddisfatto dell’andamento della propria attività e 1 esercente su 6 ha dovuto ridurre il personale (17%), e solo il 3% lo ha incrementato. Ripercussioni che potrebbero riverberarsi negativamente anche sul territorio con la diminuzione dei punti vendita e il proliferare di attività illegali.

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