“Se il calcio per ripartire ha bisogno di appoggiarsi ad un mercato, quello dell’azzardo, portatore di danno sociale, perde la sua nobile valenza di modello educativo, motore di salute e di coesione sociale. Vien da chiedersi se avremmo noi ancora bisogno di quel calcio’’, così il senatore del M5S Giovanni Endrizzi commenta la proposta  del mondo del calcio per fronteggiare la crisi dovuta al blocco da emergenza Coronavirus.

“Il Calcio deve poter essere visto da bambini e ragazzi, senza che alcuno li istighi ad azzardare. Deve avere la Nazionale libera da sponsorizzazioni dell’azzardo Deve veicolare valori positivi e non altro. Non è un caso che il divieto di pubblicità sia stato sancito in un decreto chiamato dignità. Per fortuna, per far ripartire il calcio non è necessario un cedimento morale sull’azzardo: la via viene tracciata dai calciatori stessi che in Germania e altri Paesi al vertice di questo sport hanno proposto di auto limitarsi lo stipendio.

Questi sono esempi chiari e comprensibili. Gli stipendi rappresentano più della metà dei costi delle società’, ma ci sono anche altre opportunità. Mentre il mondo trattiene il respiro, mentre le imprese agonizzano, non può lo sport pensare di risollevarsi con l’azzardo, drenando denaro dai bilanci delle famiglie, a scapito di altri settori economici veramente vitali per il paese.

Il gruzzolo che le famiglie stanno risparmiando con il calo dei consumi di azzardo deve tornare domani ai consumi più virtuosi e, perché no, ad acquistare il biglietto di una partita in famiglia, portando allo stadio anche i bambini a vedere uno spettacolo senza pubblicità di prodotti vietati ai minori. Da qui parte la rinascita!’’, conclude Endrizzi.