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Roberto Cota: Certi provvedimenti sono finalizzati ad assecondare una certa ondata mediatica, quindi si operano delle generalizzazioni, non si fanno distinzione tra gioco lecito e gioco illecito. La legge del Piemonte non fa distinzione

(Jamma) “Comprendo lo slancio delle amministrazioni locali nel voler affrontare il tema della ludopatia, ma dal punto di vista tecnico non possiamo non rilevare che si tratta di interventi ‘manifesto’ , amministratori che sul tema assecondano una ondata mediatica che demonizza il gioco”. E’ quanto ha dichiarato l’avvocato Roberto Cota, già governatore del Piemonte, oggi a Riccione per il Convegno ‘Giochi senza vincite in denaro: divieti o autodisciplina?’, organizzato nell’ambito della manifestazione FEE.

“Questa anomalie vanno segnalate. Oggi il gioco è oggetto di una campagna mediatica senza precedenti. Sono stato attaccato da un giornalista per aver deciso di difendere un operatore del gioco legale. Come avvocato posso difendere anche un accusato di omicidio, il fatto che un giornalista si permetta di fare una valutazione di questo tipo la dice lunga sul clima che stiamo vivendo. Chi opera nel gioco è considerato peggio di chi commette reati gravi. Certi provvedimenti sono finalizzati ad assecondare una certa ondata mediatica, quindi si operano delle generalizzazioni, non si fanno distinzione tra gioco lecito e gioco illecito.  La legge del Piemonte non fa distinzione, sulle distanze minime, tra il gioco a vincita e quello non a vincita” spiega Cota. “C’è anche l’aspetto relativo al divieto di accesso ai minori che vede coinvolto il ticket. Cosa fare? Come avvocato dico che bisogna reagire, sapendo che abbiamo degli ambiti un po’ ristretti, perché ai giudici spesso viene impedito di prendere decisioni in modo sereno. Come apparecchi senza vincita va ribadito che c’è una violazione della direttiva Bolkestein, non si tratta di gioco non d’azzardo. Di fronte a profili di leggi regionali che inseriscono il distanziometro per impedire l’esercizio di una  attività legale siamo di fronte alla violazione di una direttiva europea. Violazione dell’articolo 41 della Costituzione, secondo cui l’iniziativa economica privata è libera. Ancora su questo i giudici non si sono espressi su questo” aggiunge Cota.” Le amministrazioni locali intervengono al di fuori del loro ambito perché lo Stato latita. Abbiamo imprenditori che fanno investimenti e che vanno tutelati con una adeguata regolamentazione. Partendo con il differenziare le varie situazioni” conclude Cota.

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