“Dal 2019 al 2021 la raccolta di gioco degli apparecchi da intrattenimento a vincita è diminuita di 46,5 miliardi di euro. Il che significa che le entrate erariali per un valore di 3,5 miliardi. Spiegano, da sole, le mancate entrate. Quali sono le motivazioni? Sicuramente il riordino dell’offerta. Gli apparecchi attivi sono diminuiti drasticamente. C’è stata una forte diminuzione, è indubbio. Aggiungiamo a tutto questo gli effetti della pandemia. La dinamica, però inizia anche prima, dopo un periodo di indubbia espansione abbiamo assistito a un aumento della tassazione molte forte, e parliamo di livello di tassazione che ha superato il 50% del margine. L’aumento della tassazione ha portato negli anni ad incrementi alti delle entrate erariali. Se prendo la media ponderata della pressione media fiscale è oggi del 16,7% sulla raccolta, questo vuol, dire che è aumentata molto di più sui margini lordi.

La tassazione, è indubbio, impatta sul payout, però per quello che riguarda gli apparecchi gioca un ruolo importante il tentativo di organizzare il settore. Ritengo sia ovvio che la sostituzione richiesta con apparecchi più moderni, più simili alle Vlt, è una richiesta che ha il suo senso, ma richiede forti investimenti. Difficili da fare quando la raccolta diminuisce. I costi necessari che vanno verso una riduzione dell’offerta, di qualità superiore, ma gioca contro l’incertezza rispetto al futuro. L’incertezza de legislatore rispetto al riordino e quelle causate dalla normativa locale. Sono provvedimenti che hanno alla base delle motivazioni, ma hanno fortemente impattato sul settore (pensiamo ad esempio ai distanziometri), bloccando anche il processo di bando delle nuove concessioni”.

Lo ha dichiarato il professor Marco Spallone, docente di economia degli intermediari finanziari presso l’Università “G. D’Annunzio” di Pescara, nel corso della sua audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico del Senato.