“La quota della raccolta online è passata dal 33% del 2019 al 61% del 2021. Questo è il cambiamento strutturale più importante verificatosi in questo triennio. Ovviamente sollecitato dalla presenza della pandemia, che ha impedito per molto tempo di giocare sulla rete fisica. Ovviamente l’abitudine a giocare sull’online si è poi consolidata anche nel 2021. Mentre prima due terzi del gioco era su rete fisica e un terzo sull’online adesso il rapporto è cambiato, la situazione si è capovolta”.

Lo ha detto il professore Marco Spallone, docente di Economia degli intermediari finanziari presso l’Università “G. D’Annunzio” di Pescara, nel corso della sua audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico del Senato.

“La parte delle lotterie rimane concentrata sul canale fisico, i dati non sono cambiati molto, anche se c’è stato un incremento sul canale online, ad esempio, per i gratta e vinci. In rete c’è principalmente il betting, con un’offerta molto alta, poi i giochi di abilità e il poker online. La quota delle scommesse online sul totale del betting è passata dal 58% del 2019 addirittura all’82% del 2021. La contribuzione erariale per le scommesse è diversa tra canale online e rete fisica, il margine lordo è tassato al 18% sulla rete fisica e al 22% sulla rete online, questo perchè il legislatore ha pensato che i costi della filiera fisica erano più elevati rispetto a quelli dell’online. Quindi la comodità del canale e i payout molto elevati hanno fatto spostare e consolidare di molto la domanda dei giocatori sull’online. Il payout – ha aggiunto il professore – è la leva strategica attraverso cui i vari operatori che offrono betting competono tra loro. Il passaggio alla tassazione sul margine lordo ha visto tra le sue giustificazioni più importanti quella di permettere ai concessionari italiani che offrivano betting online di essere competitivi sui mercati internazionali. L’elevata tassazione sulle scommesse online rispetto a quelle della rete fisica viene più che compensata dall’attrattività del payout alto offerto nel gioco a distanza. Tutto questo si è consolidato durante la pandemia. La raccolta di giochi di abilità e poker online che era circa 26,3 miliardi nel 2019 è passata a 51,4 miliardi di euro nel 2021. C’è stata una crescita esponenziale. Questi oltretutto sono giochi con payout altissimi, superano il 90% in alcuni casi. Dire che il payuot è alto significa dire che le vincite dei giocatori sono alte, questo aspetto porta ovviamente ad aumentare la domanda di gioco, invita i giocatori a rigiocare”, ha concluso Spallone.

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