Gli operatori dell’automatico da intrattenimento non nascondono le loro perplessità su documento dal quale scaturirà il decreto di regole tecniche e (lo scrivente in primis) non ci stanno e ironizzano sul fatto che l’amministrazione ADM (come già previsto), per il futuro, consentirà l’installazione soltanto di calciobalilla o biliardi con scheda esplicativa, su cui registrare anche solo la sostituzione di una boccola o di un panno.

“Come già previsto nel precedente decreto uscito in bozza nel lontano gennaio 2014 e inviato per la notifica il maggio 2016 – 2016/211/I (tornato dopo i 3 mesi canonici) mai pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è di questi giorni la notizia di un nuovo e ulteriore decreto che ADM ha preparato da inviare per la notifica a Bruxelles alla Commissione DG Imprese, il tutto dovuto all’ultima modifica del cosiddetto “decreto Agosto” (decreto legge n. 104/2020) che all’articolo 104 ha nuovamente modificato i giochi del comma 7 del 110 Tulps”, sottolinea Eugenio Bernardi, imprenditore del settore ed esperto di normative del comparto.

“Tali modifiche hanno portato ADM a predisporre un nuovo Decreto tecnico da notificare alla Commissione Europea, pena una procedure d’infrazione in cui in passato lo Stato Italiano è incorso alcune volte fra cui proprio su un Decreto sempre sul comma 7 del 110 TULPS. Stiamo parlando della la nota infrazione (2005/5055/IT) e chiusa dopo il terzo stadio e circa 7 anni di contenzioso , ovvero dopo la messa in mora complementare che ha costretto l’Amministrazione dei Monopoli di allora a una modifica non sostanziale del Decreto direttoriale 8 novembre 2005 – con successiva (Notifica 2010/0282/I) e DECRETO 20 aprile 2011.

Forse per molti del settore e per i molti ormai distratti, il nuovo Decreto inviato alle associazioni, con grande riserbo, ricalca per il 90 per cento del suo contenutol quello notificato a maggio del 2016 con qualche leggera novità vista la modifica degli articoli 7 –bis, 7 –quarter e la riscrittura dell’art.7–ter.

Le nuove regole tecniche in arrivo , se e quando sarà, per gli apparecchi di puro trattenimento, compresi lettori video, juke box e probabilmente i nuovi e-sports sono certamente fatte per evitare il proliferare di ‘certi’ apparecchi comma 7 del 110 TULPS. Si tratta di apparecchi che hanno ottenuto la certificazione a seguito di una verifica tecnica nonostante scimiottassero il comma 6 AWP, con vincita, sia nel mobile che in certe tematiche ma soprattutto per evitare anche i cosi detti “TOTEM” che, se i Monopoli in passato non avessero dato modo uscire sul mercato, forse sarebbe stato anche meglio.

Quindi i buoni propositi, contenuti sia nel precedente decreto che nell’attuale, in effetti  si può dire ci siano, specie laddove si prefiggono di regolarizzare un’altra tipologia di giochi tra quelle finite nel dimenticatorio: le così dette “ticket redemption”.

Peccato che i troppi paletti e le regole tecniche (anche poco plausibili nel caso di apparecchi meccanici innoqui) siano talmente invasive e poco attuabili che andranno a tarpare le ali a quei pochi, ormai, operatori dei giochi da amusement disposti a mettersi in gioco perché, occorre dirlo e dircelo: non c’è trippa per gatti.

Con queste regole non si avrà alcun nuovo sviluppo del segmento giochi da intrattenimento.

Sta di fatto che da qualche giorno tra gli addetti al settore, le associazioni di categoria, esperti del ramo ed operatori di settore, circola , con grande riservatezza rispetto al passato, il testo della bozza elaborata da ADM, che riguarda le «regole tecniche in materia di apparecchi da divertimento e intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 7, del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni».

Un regolamento che, comunque, prima della sua definitiva entrata in vigore dovrà necessariamente passare il vaglio della UE perché condiziona la libera circolazione dei prodotti e a ben vedere la limita assai. Le novità riguardano, in ogni modo, quella categoria di giochi, in senso lato, per così dire innocui, che vengono installati negli oratori, nei circoli e nelle sale giochi delle riviere e che, dall’inizio degli anni ’70 proliferavano in ogni angolo di strada.

A tale proposito il documento non lascia molti dubbi, tenuto conto che la sua applicazione riguarderà, come chiarisce fin da subito l’articolo 1, la produzione, l’importazione, la verifica e l’utilizzazione in locali aperti al pubblico degli apparecchi, ivi inclusi quelli multi postazione di tutti gli apparecchi inseriti nel comma 7 dell’art. 110 Tulps.

L’ennesimo regolamento che riguarda il comparto è estremamente articolato e si compone di oltre una decina di articoli che, in sostanza, impongono per questa tipologia di apparecchi la medesima procedura di omologazione prevista per gli apparecchi comma 6/a del 110 TULP, le cosiddette AWP o new slot, ovvero gli apparecchi per il gioco leciti per imposizione di legge con vincita massima di 100 euro.

In particolare, senza tenere conto della diversità tra le diverse tipologie di apparecchi, perché si va dal calcetto, biliardo ( manca ad esempio i taifun o air hokey al lettore di video o di tracce musicali (juke box), con l’introduce del «Registro delle manutenzioni», per ciascun apparecchio, con l’obbligo di evidenziare, per ciascuno, i contenuti della manutenzione straordinaria e le parti dell’apparecchio interessate, la data della sua effettuazione e i dati del soggetto che la effettua.

Nel decreto, ancora in bozza, manca, pare, una norma che disciplina una operazione che la precedente notifica permetteva, ovvero, l’uso in prova di alcuni campioni di apparecchi per 30 giorni, per verificarne l’appetibilità verso il pubblico. Manca completamente una norma transitoria per tutto il parco apparecchi tutt’ora esistente, ovvero una moratoria. Manca una chiara disposizione che ci consenta di capire come funziona veramente il mondo dell’amusement.

Non ci sarà mai sviluppo di giochi senza vincita se, come per le “ticket redemption”, vengono visti come concorrenti dei giochi AWP  a vincita e banditi ai minori in alcune demagogiche leggi regionali.

Per concludere direi che si traduce in una operazione tecnicamente dovuta ma poco utile se non si mette mano a una riforma di legge seria. Non siamo più all’inizio degli anni 2000, il mondo del gioco si è radicalmente trasformato, così come i giochi e i giocatori. Anche il legislatore ne deve prendere atto e non continuare a pensare al concetto di premialità castrato dal “modico valore”, specie quando si incentivano nuove prassi come la lotteria degli scontrini”, conclude Bernardi.