«Le Ordinanze del CDS hanno sostanzialmente accolto i due fondamentali profili di rimessione comunitaria alla CGUE che erano stati rappresentati nei nostri ricorsi, estendendoli anche a tutti gli altri giudizi».

Così commenta a Jamma l’avvocato Lino Barreca le ordinanze del Consiglio di Stato attraverso la quale è stato disposto il rinvio alla Corte di Giustizia Europea del ricorso contro la disposizione che applica la Legge di Stabilità 2015.

«Il primo profilo accolto, si fondava sul fatto che un prelievo imposto di questo tipo per esser compatibile col diritto comunitario deve basarsi su motivi imperativi di interesse generale (oltre a dover esser comunque proporzionato), ma la giurisprudenza della Corte Europea è costante nel ritenere che le mere esigenze economiche “di far cassa” non costituiscono motivi imperativi di interesse generale e quindi la restrizione ai principi del Trattato ed al principio del legittimo affidamento deve ritenersi illegittima;

Il secondo profilo, anch’esso oggetto di rimessione, riguarda la disparità di trattamento consistente nel fatto che se lo Stato voleva far cassa dal settore dei giochi, doveva operare un prelievo equilibrato e proporzionale su tutti i giochi pubblici, e non intervenire selettivamente solo sul settore degli apparecchi da intrattenimento.

Le ordinanze del CdS lasciano ben sperare in un altrettanto favorevole giudizio da parte della Corte di Giustizia, che difficilmente cambierà il proprio consolidato orientamento e ciò potrebbe condurre alla necessaria disapplicazione della legge di stabilità che ha imposto il prelievo dei 500 milioni di euro ed al conseguente accoglimento dei ricorsi di primo grado, dichiarando che nessun importo è dovuto ed obbligando lo Stato alla restituzione delle somme indebitamente incassate».