Bolzano. Nei cinque anni compresi tra il 2014 e il 2019 la presenza di slot e sale da gioco ha registrato una riduzione. E’ quanto evidenzia una ricerca pubblicata in questi giorni e relativa al volume dell’offerta di slot, vlt e sale da gioco nel territorio della provincia di Bolzano.

Negli ultimi 5 anni “il numero di luoghi (incluse le sale) in cui è possibile giocare d’azzardo è molto diminuito: si passa dai 220 luoghi del 2014 agli 89 dell’ultima rilevazione. Le differenze tra le due rilevazioni si notano soprattutto per quanto riguarda le strutture ristorative e ricettive come bar, ristoranti, hotel: si passa difatti da 159 strutture ricettive/ristorative alle 38 attuali.

Per quanto riguarda il numero di sale da gioco sul territorio provinciale, nel corso degli ultimi anni si è assistito ad un decremento delle sale da gioco: nei 90 comuni che hanno partecipato ad entrambe le rilevazioni si è passati da 32 sale nel 2014 a 22 sale nel 2019.

Bolzano invece non aveva partecipato all’indagine del 2014 ma secondo uno studio del Comune di Bolzano del 2013 c’erano 18 sale gioco e videolottery attive a Bolzano. Nel corso degli anni risulta l’incremento di una unità, da 18 nel 2013 a 19 nel 2019.

Il distanziometro di 300 metri dai luoghi sensibili, una misura delle legge provinciale sul gioco d’azzardo, è stato applicato in 37 comuni ed in 36 comuni sono state attivate altre misure per la riduzione delle offerte del gioco d’azzardo.

Più del 70% dei Comuni, secondo la rilevazione, giudica sufficiente la legge provinciale 13 del 22 novembre 2010 per ridurre il fenomeno del gioco sul territorio comunale. Secondo 8 Comuni queste misure sono molto adeguate. Ben 16 Comuni non sono stati in grado di valutare questa legge e per 12 Comuni, invece, questa legge è poco adeguata per ridurre il gioco d’azzardo.

Tra i Comuni che reputano tale legge poco adeguata, quattro hanno voluto aggiungere delle misure che reputano importanti, si fa riferimento a: una norma nazionale che limiti effettivamente il gioco d’azzardo; una legge chiara e ineccepibile che possa essere attuata immediatamente; l’inasprimento della legge provinciale in riferimento alle distanze e “la legge purtroppo non impedisce l’accesso a tutte le forme di gioco online”. Sono invece in tutto 59 i Comuni che affermano di non avere nessun apparecchio da gioco sul proprio suolo comunale (60% di tutti i comuni).

Nel corso degli ultimi 5 anni si è assistito invece ad un incremento dei punti vendita di altri giochi tra gli 89 comuni che hanno partecipato ad entrambe le rilevazioni passando da 154 punti vendita nel 2014 a 168 punti vendita nel 2019.