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(Jamma) – La dipendenza da slot machine e videolottery si combatte in Piemonte anche attraverso provvedimenti di “limitazioni temporali all’esercizio del gioco”, come recita la della Legge Regionale n. 9 approvata il 2 maggio scorso.

I Comuni, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della nuova normativa, devono regolamentare l’attività di sale da gioco, sale scommesse e altri esercizi pubblici che ospitano apparecchi per il gioco d’azzardo approvando un regolamento restrittivo sull’orario di accesso a slot e videolottery. Il Dipartimento “Patologia delle dipendenze” dell’ASLTO3, diretto dal Dott. Paolo Jarre, sta svolgendo in questo contesto un importante ruolo di coordinamento e consulenza; ha fornito nel corso dell’anno a tutti i Comuni una bozza d’ordinanza, una nota tecnica sulle modalità di funzionamento delle sale giochi e ha organizzato alcuni seminari formativi per gli amministratori e i tecnici comunali, a Collegno, Beinasco e Pinerolo.

Un’azione, quella dell’ASL TO3, che ha preso il via già negli scorsi anni, a partire dall’adozione del Regolamento comunale di Rivoli nel 2011 e la successiva Ordinanza nel 2012. Il regolamento servì allora da “apripista” a tutti i Comuni italiani e portò la Corte Costituzionale, nell’estate del 2014, ad un pronunciamento definitivamente favorevole alla potestà delle amministrazioni comunali di disporre limitazioni all’offerta del gioco in denaro nell’ambito delle strategie per la lotta alla dipendenza dal gioco d’azzardo.

Numerosi Comuni anche di rilevante dimensione, come Torino, Verbania, Domodossola, Ciriè hanno già attivato iniziative di restrizione utilizzando i documenti e la regolamentazione messa a punto dall’ASL TO3. Ad oggi nell’area di competenza dell’ASL TO3 hanno emesso ordinanze o approvato regolamenti restrittivi 40 comuni su 109. Complessivamente i 40 Comuni già provvisti di normativa aggiornata hanno una popolazione residente di 453.000 abitanti; ciò significa che ad oggi oltre 3/4 della popolazione dell’ASL TO3 risiede in Comuni che hanno ridotto l’offerta di gioco d’azzardo che impiega apparecchi automatici.

Rivoli, Piossasco, Rivalta Torinese, Beinasco, Torre Pellice e Luserna San Giovanni avevano già adottato provvedimenti prima dell’entrata in vigore della Legge Regionale, mentre gli altri 34 Comuni che hanno emesso l’ordinanza dopo il maggio 2016 hanno adottato come orario di funzionamento degli apparecchi quello dalle 14 alle 18 e dalle 20 alle 24 (orario cui si sono già adeguanti anche Rivoli e Rivalta), così come suggerito dalla nota tecnica del Dipartimento ASLTO3.

comunipiemonte

“La riduzione di orario proposta dall’ASL ha come obbiettivo la protezione delle fasce di popolazione a maggior rischio, come anziani e giovani o adolescenti, nonché la protezione dei giocatori che già manifestino comportamenti problematici/patologici” sottolinea il Dr. Flavio Boraso – Direttore Generale dell’ASL TO3. “Spegnere slot e videlottery nelle ore mattutine riduce infatti l’accessibilità per gli anziani, che per lo più sbrigano le loro commissioni in tale parte della giornata e gli scolari all’ingresso ed all’uscita da scuola e disincentiva il cosiddetto “chasing” o “rincorsa della perdita” tipico del giocatore problematico, che ha avuto una perdita il giorno precedente e intende recuperare “prima possibile”: il frapporre un intervallo temporale aiuta il giocatore a riprendere contatto con la realtà e a mettere in discussione l’illusoria intenzione di rivincita”.

In generale in Piemonte ad oggi hanno provveduto Complessivamente 110 comuni, per una popolazione complessiva di oltre 2 milioni e mezzo di abitanti; più della metà della popolazione piemontese risiede oramai in Comuni che hanno ridotto gli orari delle “macchinette”. Tra di essi tutti i capoluoghi delle ex province.

23 Comuni avevano già adottato provvedimenti prima del maggio 2016. Complessivamente si tratta di 101 ordinanze e 9 regolamenti. Come numerosità il Piemonte consolida la posizione di prima regione d’Italia, grazie alla Legge regionale, seguita da Veneto, Lombardia e Emilia Romagna. I 110 Comuni sono così suddivisi: 8 in provincia di Novara, 2 di Asti (il capoluogo), 5 di Alessandria, 11 di Biella, 4 del Verbano Cusio Ossola, 7 di Vercelli, 20 di Cuneo e 54 di Torino. Dei 96 comuni piemontesi con più di 10.000 abitanti, hanno provvedimenti in vigore 56 comuni, mentre non sono ancora adempienti in 40. I 20 più grandi che hanno provveduto, in ordine decrescente sono (in grassetto chi aveva già provveduto prima della Legge regionale): Torino, Novara, Alessandria, Asti, Moncalieri, Cuneo, Collegno, Rivoli, Nichelino, Settimo Torinese, Vercelli, Biella, Grugliasco, Chieri, Casale Monferrato, Venaria Reale, Alba, Verbania, Brà, Chivasso, Ivrea. Le restrizioni orarie più rigorose sono quelle del Comune di Mathi; 7 ore di funzionamento (10-12 e 16-21) e dei Comuni di Luserna San Giovanni e Torre Pellice; 7 ore (9-11 e 18-23). I Comuni del territorio dell’ASL TO3 hanno fatto ordinanze “fotocopia”; in 36 di essi gli apparecchi sono in funzione 8 ore, dalle 14 alle 18 e dalle 20 alle 24; i comuni del Cuneese hanno quasi tutti scelto 12 ore di funzionamento (12-24). Alcuni Comuni della Provincia di Biella e Vercelli oltre al Comune di Asti hanno interpretato alla lettera il dettato della Legge regionale definendo gli orari di spegnimento degli apparecchi (da 3 a 5 ore, la legge prescrive non meno di 3). Anche il Comune di Alessandria ha disposto solo 3 ore di moratoria quotidiana nelle sale giochi e orari differenti negli altri esercizi. Il Comune di Vercelli ha recentemente modificato l’ordinanza vietando l’accensione degli apparecchi dalle 4 alle 10 del mattino.

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