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(Jamma) Slot. Si torna a parlare di esenzione Iva e compensi da apparecchi da intrattenimento a vincita (apparecchi comma 6a) con due recenti pronunce della Commissione tributaria regionale dell’Emilia-Romagna secondo le quali l’esenzione Iva in tema di “operazioni di raccolta delle giocate” si applica esclusivamente ove vi sia un rapporto diretto, e che abbia a oggetto la raccolta “in senso stretto” delle giocate, tra esercente e concessionario.Come si evince dalla sentenza della Commissione tributaria regionale depositata il 9 aprile scorso, tutto parte da una verifica della Agenzia delel Entrate nei confronti del titolare di un bar all’interno del quale risultavano installati apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, ovvero apparecchi con a vincita di denaro. Da qui avvisi di accertamento per gli anni 2005, 2006 e 2007 da parte delle Entrate e il contestato mancato assoggettamento a Iva dei proventi connessi alla raccolta delle giocate.

Il contribuente aveva considerato tali corrispettivi come esenti Iva, a norma dell’articolo 10, comma 1, numero 6, Dpr 633/1972, in base al quale sono esenti, tra le altre, “le operazioni relative all’esercizio del lotto (…), nonché quelle relative all’esercizio dei totalizzatori e delle scommesse (…), ivi comprese le operazioni relative alla raccolta delle giocate”. Come peraltro previsto dalla legge Finanziaria per l’anno 2005 nella quale viene precisato  che “l’esenzione (…) si applica alla raccolta delle giocate con gli apparecchi da intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, anche relativamente ai rapporti tra i concessionari della rete per la gestione telematica e i terzi incaricati della raccolta stessa”.
Gli accertamenti vengono quindi annullati in primo grado, come del resto secondo una giurisprudenza consolidata, partendo dalla considerazione del fatto che il rapporto tra concessionario, esercente e gestore ha natura trilaterale e costituisce un unicum inscindibile, in quanto il gestore e l’esercente provvedono per incarico del concessionario alla raccolta delle giocate e la mancanza di uno soltanto dei soggetti della “filiera” vanificherebbe il concreto espletamento dell’attività da cui l’Erario ritrae i propri proventi.

La Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna invece ribalta il giudizio accogliendo l’appello della Agenzia delle Entrate.

Il collegio opera una analisi della relazione tra i soggetti della filiera che intervendo nella raccolta delle giocate, ovvero il concessionario, l’esercente e il gestore, nonchè proprietario degli apparecchi.
Come nota la Commissione in quel caso non esisteva alcun rapporto contrattualizzato fra il concessionario e l’esercente, ma soltanto un rapporto tra gestore ed esercente non finalizzato al coinvolgimento di quest’ultimo alla raccolta delle giocate “in senso stretto e funzionale alla raccolta delle giocate”.
L’esenzione, invece, si applica alla raccolta delle giocate anche relativamente ai rapporti tra i concessionari e i terzi incaricati della raccolta, “ma soltanto se e in quanto vi sia un accordo che vincoli l’esercente a svolgere o comunque a partecipare alla raccolta delle giocate, al fine di determinare sia la percentuale di vincite, che le restanti risorse per il pagamento di corrispettivi e Preu”.
I servizi prestati dall’esercente al gestore sono di natura tecnica (manutenzione, allacciamento alla rete telematica, obbligo di segnalazione dei guasti, eccetera), ma non attengono alla raccolta delle giocate e alla formazione delle vincite.

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