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  • Nel 2017, gli spagnoli hanno giocato 9.408 milioni di euro (giocato reale, importo giocato meno i premi), l’8% in più rispetto al 2015. Il 94% corrisponde al segmento fisico e il 6% all’attività online.

  • L’anno scorso, la crescita maggiore si è avuta nel canale online, che è cresciuto di oltre il 30%, mentre si evidenziano – nel segmento fisico – le sale da gioco (15,9%) e le scommesse sportive (15,7%).

  • Nell’ultimo anno, l’industria ha generato 84.702 posti di lavoro diretti. Solo il gioco privato ha contribuito al 55%. In maniera indiretta ha generato circa 167.400 posti di lavoro.

  • Nel 2017 il settore ha generato 1.657,4 milioni di euro in tasse specifiche sul gioco (tassa di gioco), oltre alle imposte derivanti dallo sviluppo della sua attività economica.

Codere e l’Università Carlos III di Madrid – attraverso il suo Istituto per la politica e la Governance (IPOLGOB) – hanno presentato l’Annuario del gioco in Spagna 2018, il quale mette in evidenza che gli spagnoli hanno giocato 9.408 milioni di euro (giocato reale) nel 2017, mantenendo la crescita per il terzo anno consecutivo e un aumento dell’8% rispetto al 2015. Il canale online ha registrato il maggiore incremento, oltre il 30%, con crescite relativamente simili in tutti i giochi, meno i concorsi e il poker. Nel segmento fisico, le sale da gioco (15,9%) e le scommesse sportive (15,7%).

L’ “Annuario del gioco in Spagna 2018” si avvicina alla realtà del settore attraverso un’esposizione molto profonda di statistiche e dati segmentati per ciascuna comunità autonoma, integrando varie fonti e un’analisi generale delle regole e delle sentenze giudiziarie ed amministrative che compongono il corpo regolatorio del Diritto del gioco in Spagna, per mostrare l’industria nella massima trasparenza. Per José Antonio Gómez Yáñez, autore dell’annuario e professore di sociologia presso UC3M, “lo sviluppo del settore è inerente alle nuove abitudini di intrattenimento degli spagnoli che si evolvono in base alle richieste della società e dei diversi stati di maturità delle attività di gioco. “

Un settore che “contribuisce”

Il gioco è un potente motore di crescita economica e ricchezza che rappresenta lo 0,9% del PIL. Nel 2017 ha generato 84.702 posti di lavoro diretti, recuperando i livelli del 2011 (il 55% è stato accolto dal settore privato e il restante 45% dal pubblico) e genera, indirettamente, 167.400 posti di lavoro. Solo il segmento della ristorazione conta 64.000 posti di lavoro.

Lo scorso anno le varie amministrazioni locali hanno raccolto 1.657,4 milioni di euro in tasse specifiche sul gioco (tassa di gioco); 450 milioni hanno visto come soggetti passivi i vincitori dei premi e 1.207 le imprese, di cui il settore privato terrestre ha contribuito con 1.094 milioni di euro e 52,9 milioni sono arrivati dal comparto online. Questa tassa si aggiunge alle imposte e ai contributi in vigore per il resto delle attività economiche (imposta societaria, IAE, contributi sociali e altri contributi) che l’industria deve affrontare.

L’industria recupera nell’ultimo anno un 6,2%

Analizzando l’evoluzione dei dati possiamo vedere come il settore dei giochi abbia superato la crisi e che tra il 2014 e il 2017 è cresciuto del 19% circa nel giocato reale o GGR (differenza tra la spesa in gioco meno i premi), nonostante sia ancora un 12,3% sotto i livelli del 2008. L’anno scorso, il giocato ha continuato a crescere del 6,2% fino a raggiungere i 9.408 milioni di euro (in GGR).

L’uscita dalla crisi è stata un’opportunità di “riconversione” del settore guidata soprattutto dalla regolamentazione delle attività online, dalla crescita delle sale da gioco e delle scommesse o l’avvicinamento dei casinò al centro delle città.

Breve analisi dei segmenti più rilevanti

Il gioco online comprende due tipi di attività: il gioco online propriamente detto, offerto da operatori privati autorizzati e l’acquisto online di partecipazioni alla lotteria e alle scommesse di SELAE, ONCE e EAJA (Entità autonoma di Jocs e Apostoli). Questa attività rappresenta più del 6,1% del gioco totale in Spagna. Nel 2017 gli spagnoli hanno giocato (giocato reale) circa 560 milioni di euro nel gioco online, il 31% in più rispetto al 2016, privilegiando le scommesse sportive (310,8 milioni di euro), i giochi da casinò (145 milioni di euro) e le slot online (86,5 milioni di euro), che nell’ultimo anno hanno visto la crescita più rapida del segmento, oltre il 50% in GGR.

Nel 2017 più di tre milioni di persone hanno visitato una delle 3.150 sale da gioco che contano oltre 37.300 macchine di tipo “B” e circa 3.000 macchine multiposto. Allo stato attuale, il concetto di sala da gioco si è evoluto e comprende dalle sale con macchine o corner sportivi fino a format di casinò elettronici. A causa delle loro dimensioni, gran parte di questi spazi sono configurati come sale indipendenti o piccole catene. Lo sviluppo di questo formato risponde a un aumento della redditività del settore, alla promozione di scommesse sportive e di nuove macchine.

Il mercato delle scommesse sportive, è cresciuto regolarmente dal 2012 a un ritmo del 20%, un pò meno negli ultimi due anni (17,4%). Nel 2017 la cifra in termini di giocato reale (senza considerare l’effetto del “rigiocato”) ha raggiunto i 742 milioni di euro. La tendenza di questa attività è in crescita, dal momento che non ha ancora raggiunto il punto di maturità nel mercato.

Il 90% delle scommesse è suddiviso tra scommesse fisiche e online, con il restante 10% corrispondente alla quinela, in chiara regressione. Ciò è dovuto al fatto che i principali eventi sportivi europei (Champions, Europa League) si adattano maggiormente ai nuovi formati e perché le scommesse arricchiscono notevolmente l’attrattiva dei clienti con la loro vasta gamma di sport. Inoltre, le scommesse sono state potenziate da ragioni di gestione aziendale (ubicazione di macchine in diversi tipi di sale), da nuove autorizzazioni in Andalusia e nelle isole Baleari – nell’ultimo trimestre del 2017 – e dalla crescita in altre regioni, tra le altre.

In relazione ai casinò, nonostante la riduzione del numero di visite del 6% l’anno scorso, la spesa media è aumentata del 7%, invertendo la tendenza rispetto al 2016. D’altro canto, il settore del bingo sembra superare lentamente la crisi, supportata da nuovi concept di sala, che incorporano altri tipi di giochi che attraggono un pubblico più giovane, anche se meno fedele (soprattutto dal 2013). Nonostante questo, le vendite del bingo tradizionale ed elettronico sono aumentate del 9,8% dal 2014.

In relazione alle macchine di tipo B, il parco installato in Spagna ammonta a 199.417 unità, nonostante il calo del 23% dal 2007. Il canale della ristorazione rappresenta l’80% del parco rispetto ai saloni (18,7%) o i bingo (1,7%). Le visite e il profilo del giocatore variano notevolmente a seconda del canale. Così, mentre le macchine nelle sale registrano quasi tre milioni di clienti l’anno – fondamentalmente i più giovani -, le macchine in ambito ristorazione registrano 1,8 milioni di visite di giocatori più maturi.

In ogni caso, questo segmento necessita di innovazione, nuovi formati (multi-player o multi-game) e giochi per mantenere la domanda. Per quanto riguarda il gioco pubblico fisico vale la pena menzionare la crescita del 4,6% nella gamma di prodotti della ONCE nell’ultimo anno, che l’ha portata a diventare un operatore multiprodotto (coupon, lotterie istantanee convenzionali e elettronico) e con l’Euro Jackpot. Anche la lotteria nazionale di SELAE ha registrato una crescita l’anno scorso del 6,1%, in particolare nelle Lotterie di Natale, che rappresentano il 53,6% delle vendite di SELAE. Dal 2013/2014, le lotterie di Natale e del Niño hanno aumentato le loro vendite fino al 2017, anche se il Niño registra un calo dell’1% secondo gli ultimi dati del 2018. //

Prossimamente l’annuario del gioco sarà disponibile sul sito web www.grupocodere.com

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