L’Agenzia delle Entrate non può fornire chiarimenti in merito alla tassazione dei premi e delle vincite conseguite, anche in forma di bitcoin, da chi partecipa, attraverso una piattaforma online, ad un torneo di videogiochi (Esports)

E’ quanto chiarisce l’Agenzia delle Entrate rispondendo ad un quesito di una società che fornisce l’accesso ad una piattaforma che favorisce l’organizzazione di tornei esportivi svolti interamente online e dedicati a giocatori amatoriali o professionisti.
nel caso sottoposto gli utenti sono esclusivamente soggetti privati, collocati sia in Italia che all’estero, che possono accedere e utilizzare la piattaforma solo previa registrazione mediante l’apposita app, scaricabile gratuitamente. Ogni utente è indentificato mediante un profilo personale, ”…dotato di codice identificativo (username o login) univocamente associato con il codice personale (password). Il codice personale è conosciuto solo dall’Utente che ne è responsabile esclusivo della custodia e che può modificarlo autonomamente in qualsiasi
momento” . In sede di registrazione, i committenti dovranno obbligatoriamente fornire i seguenti dati: Nome e Cognome, email, Username BETA, Stato, Username dei vari giochi disponibili, informazioni di fatturazione.

Per quanto riguarda gli obblighi di sostituzione relativi ai premi e alle vincite, in relazione ai quali la Società sostiene che sia «irrilevante la tassazione in capo alle persone fisiche beneficiarie dei premi, con conseguente assenza di ogni adempimento come sostituto d’imposta», – l’Agenzia – fa presente che, in linea generale, i premi e le vincite sono soggetti all’applicazione delle ritenute fiscali al ricorrere delle condizioni previste dall’articolo 30 del d.P.R. n. 600 del 1973, sempreché gli stessi vengano erogati nell’ambito di uno degli eventi espressamente previsti da tale disposizione e risultino imponibili ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 67, comma 1, lettera d), e 69 del TUIR.
Tuttavia, poiché l’applicazione delle richiamate disposizioni presuppone la necessità di qualificare l’evento nell’ambito del quale i predetti premi sono corrisposti, così come la natura soggettiva del soggetto organizzatore, si fa presente che entrambe tali qualificazioni esulano dalla competenza dell’Agenzia delle entrate in quanto richiedono accertamenti di natura tecnica demandate alla competenza di altre pubbliche amministrazioni (nel caso di specie, Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Agenzia delle dogane e dei monopoli).
Per tale motivo, conformemente con quanto da ultimo sostenuto nella Circolare n. 31/E del 2020 (che, sul punto, ribadisce quanto chiarito con la Circolare n. 9/E del 2016), in mancanza di un parere tecnico dell’Amministrazione competente, che il contribuente ha l’onere di acquisire, non è possibile, al momento, fornire alcun chiarimento sul corretto trattamento fiscale dei premi ai fini degli obblighi di sostituzione. Conseguentemente, sotto tale aspetto, l’istanza deve considerarsi inammissibile e, quindi, improduttiva degli effetti previsti dal comma 3 dell’articolo 11 dello Statuto dei diritti del contribuente.

Resta impregiudicato per la Società, una volta acquisito il parere dell’Amministrazione competente, di presentare interpello ove vi fossero dei dubbi sulla corretta applicazione degli obblighi di sostituzione d’imposta.
Infine, non possono essere oggetto di interpello gli obblighi di adeguata verifica della clientela, di registrazione nonché di segnalazione di cui al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 in quanto le disposizioni in materia di antiriciclaggio non sono di competenza dell’Agenzia.

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