lotteria scontrini
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In arrivo poi dal 2020  la cosiddetta “lotteria degli scontrini”. La misura ara prevista dalla manovra 2016 ma non è mai stata attuata: ora si chiamerà “lotteria dei corrispettivi”, scatterà dal primo gennaio 2020 e sarà collegata con l’arrivo della fatturazione elettronica.  Nel testo anche uno sconto fiscale del 50% del prezzo di acquisto (o adattamento) di registratori di cassa telematici necessari per la e-fattura e per la nuova lotteria: il ‘bonus’ sarà applicato direttamente dal venditore. E’ una delle ‘novita’’ su cui sta lavorando il governo.

Secondo quanto riporta il quotidiano Il Tempo lo Stato si affida alla lotteria per combattere l’evasione e i furbi che le tasse non le vogliono proprio pagare. Smentendo l’avversione per ogni tipo di gioco, tipico di una parte della maggioranza di governo, la bozza di decreto fiscale che circola ripropone un vecchio cavallo di battaglia della sinistra targata Prodi e Visco. L’idea è quella di una riffa legata allo scontrino, che ogni esercente rilascia quando si acquista un prodotto, e che diventerà virtuale.

Un’innovazione che dovrebbe partire già nel 2020, tra un anno e qualche mese dunque, e che è legata all’arrivo della fattura elettronica nelle transazioni economiche prevista dal primo luglio del 2019 per le imprese che fatturano almeno 400 mila euro all’anno, ed estesa a tutti gli altri dopo sei mesi. Da inizio 2020, dunque, alla cassa del negozio il cittadino non riceverà l’attuale cartina fiscale con l’importo pagato. La traccia del pagamento del corrispettivo sarà (o dovrebbe essere) inviata telematicamente dal titolare dell’attività all’Agenzia delle Entrate. Per partecipare alla lotteria sarà sufficiente lasciare alla cassa il codice fiscale, come già accade con il meccanismo, ormai divenuto automatico in farmacia. E cioè l’uso della tessera sanitaria insieme al pagamento per inviare i dati al fisco in modo da ottenere le detrazioni nella dichiarazione dei redditi. Ogni giorno sulla base delle informazioni ricevute saranno estratti premi in denaro per i contribuenti che hanno avuto l’accortezza di far registrare l’acquisto. Un comportamento che la riffa dovrebbe incentivare

Il vice premier intanto torna a parlare di reddito di cittadinanza. Come spendere quella cifra, parziale o totale che sia? Ieri Di Maio ha corretto quanto detto nei giorni scorsi quando bocciava le «spese immorali» fatte con i soldi del reddito di cittadinanza: «Mi riferivo al gioco d’azzardo, una piaga sociale: per me non si può spendere il reddito di cittadinanza alle video-lottery o al poker online, per me non è giusto». Ma il sussidio probabilmente non potrà essere speso neanche per palestra, vacanze, viaggi. Sì invece a beni alimentari e di prima necessità, perché «l’obiettivo – ha detto il premier Giuseppe Conte – è spingere le persone a comprare ciò che è necessario, rimettendo in moto l’economia locale». Nel ddl collegato verrà stilato l’elenco delle spese ammesse e non.

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