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(Jamma) – Il Tribunale di Padova si è pronunciato sulla materia del gioco a distanza con sentenza del 23 settembre 2016, in corso di deposito in questi giorni. La contestazione al titolare del centro era stata formulata con riferimento all’art.4 legge 401/89 per via della partecipazione dei clienti al gioco tramite totem collocati nel centro e per via della movimentazione del conto di gioco presso il centro stesso, con riscossione di importi pari alle vincite conseguite.
L’avv.Marco Ripamonti, difensore dell’imputato, titolare del PVR, ha trattato con articolata memoria la questione relativa alle prerogative del PVR sia per ciò che concerne la cosiddetta giocata assistita, sia la stessa predisposizione di apparecchi pc tali da consentire la partecipazione al gioco, oltre agli aspetti relativi al Decreto Balduzzi.
All’esito della discussione l’imputato è stato assolto.
L’avv.Ripamonti, pioniere della materia del gioco a distanza, ha dichiarato: “in materia di installazione di personal computer nel punto di ricarica e reato di cui all’art.4 legge 401/89 si e’ formata una sorta di ‘diritto vivente’ dato dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, che potrebbe apparire, tuttavia, poco compatibile con il c.d. Decreto Balduzzi. Sto elaborando delle tesi inedite che spero potranno risolvere ogni problematica interpretativa, sia relativamente a tale tema, sia in merito alla ulteriore questione della cosidetta giocata assistita“.

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