Il Tar Campania ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro il Comune di Casola di Napoli in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della nota recante l’annullamento d’ufficio della SCIA edilizia per una sala giochi.

Per il Tar: “Ritenuto, ad un sommario esame tipico della presente fase cautelare, che il ricorso non sia assistito da sufficienti elementi di fondatezza in ordine alla idoneità dello strumento della S.C.I.A., atteso che l’intervento ha determinato – attraverso la trasformazione di un deposito in “sala giochi, internet point, centro ricariche, centro elaborazione dati” – un aumento del carico urbanistico (avendo reso il locale «un polo di attrazione per un maggior numero di persone con conseguente necessità di più intenso utilizzo delle urbanizzazioni esistenti», Cons. di Stato, IV, sent. n. 6388/2018) in zona omogenea A – Centro storico.

Ritenuto, altresì, di non poter accogliere l’istanza di rinvio formulata in camera di consiglio dai ricorrenti in relazione alla paventata prossima emanazione di provvedimenti repressivi e sanzionatori.

Ritenuto, pertanto, di dover respingere l’istanza di sospensione cautelare.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Settima) respinge l’istanza di sospensione cautelare.

Condanna i ricorrenti al pagamento, in favore del Comune di Casola di Napoli, delle spese della presente fase cautelare, nella misura di euro 750,00 (settecentocinquanta/00)”.