tar tribunale
Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – Il Tribunale penale di Crotone, in composizione monocratica, con sentenza del 20/10/2016, con motivazione contestuale, ha assolto un esercente, al quale nel 2014 erano stati trovati nel proprio locale 3 Totem, che erano stati sottoposti a sequestro da parte delle forze dell’ordine, e per i quali lo stesso esercente, veniva denunciato per i reati di cui all’art. 4 L. 401/89 e art. 718 c.p..

L’Avv. Procopio Bernardo, difensore dell’imputato, chiedeva il rito abbreviato, e all’udienza di discussione, oltre ad esibire al Giudice le numerose sentenze di assoluzione già ottenute, sosteneva le proprie tesi difensive che il Tribunale accoglieva totalmente.

La difesa, ha dimostrato che gli apparecchi sottoposti a sequestro erano regolari, e che tramite gli stessi non si potevano commettere i reati di cui era accusato l’imputato.
Nelle motivazioni della sentenza si legge, che il reato di cui all’art. 4 L. 401/89, punisce chi organizza abusivamente il gioco del lotto, lotterie e scommesse, ed a norma del comma 4 dello stesso articolo, si applica anche al gioco d’azzardo esercitato tramite gli apparecchi vietati dall’art. 110 Tulps,

Ma in realtà, dice il Tribunale, il comma 4, intende riferirsi alla sola ipotesi dell’organizzazione di scommesse sui giochi d’azzardo, con la conseguenza che la condotta consistente nell’esercizio di detti giochi, pur se svolta in maniera organizzata, continua ad essere sanzionata dall’art’ 718 c.p.

In sostanza l’art. 4 L. 401/89 punisce in via esclusiva l’uso degli apparecchi automatici vietati dall’art. 110 TULPS, quando il loro uso è finalizzato all’esercizio abusivo del gioco del lotto, di scommesse o concorsi a pronostici, sia che l’attività si svolga in forma organizzata sia che si svolga senza autorizzazione, mentre se l’uso degli apparecchi è finalizzato per esercitare il gioco d’azzardo, senza autorizzazione AAMS, tale condotta integra solo la contravvenzione di cui all’art. 718 c.p.

Per quanto riguarda poi la configurazione del reato di cui all’art. 718 c.p., sostiene ancora il Tribunale, lo stesso si concretizza allorquando viene dimostrato il fine di lucro e il carattere aleatorio del risultato della giocata.

Tutto ciò non emerge dai verbali redatti dagli operatori, tanto più che gli apparecchi, come è stato dimostrato dalla difesa, erano conformi alla normativa nazionale ed europea che prevede il commercio elettronico e l’operazione a premi.

Commenta su Facebook