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(Jamma) – Il Tar Sicilia ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro il Ministero dell’Interno in cui si chiedeva l’annullamento del provvedimento del Questore di Ragusa.

“Considerato che gli ampi poteri discrezionali riconosciuti in materia al questore risultano dalle chiare previsioni del T.U.L.P.S.; che l’attività di raccolta di gioco lecito richiede sia la concessione da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, sia l’autorizzazione di p.s. di cui al T.U.L.P.S. (in materia, Cons. Stato, sez. IV, 16 giugno 2017, n. 2956; Tar Sicilia, Catania, sez. IV, 1 aprile 2016, n. 925); che risulta che il ricorrente non è in possesso di autorizzazione di p.s. e che ha operato anche per conto di soggetti non titolari di concessione; che risultano ulteriori violazioni delle norme di cui all’art. 110 T.U.P.S.; che, pertanto, l’ordine di cessazione dell’attività si sottrae alle censure dedotte.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Quarta) respinge l’istanza di misure cautelari.

Condanna il ricorrente alla rifusione in favore del Ministero dell’Interno delle spese della presente fase del giudizio, che liquida in complessivi € 910,00, oltre accessori come per legge.

Ritenuto che nella fattispecie possano ravvisarsi aspetti penalmente rilevanti, manda la Segreteria di trasmettere alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa copia della presente ordinanza e degli atti del giudizio, per le valutazioni di competenza.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti”.

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