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(Jamma) Il Tar Puglia ha accolto il ricorso di un esercente di sala scommesse contro un comune pugliese che aveva applicato il distanziometro.

“Preso atto che il Comune di Aradeo- scrivo i giudici-con provvedimento n.5358 del 2015, aveva interdetto al Sig. XXX la prosecuzione dell’esercizio dell’attività di raccolta delle scommesse sportive e ippiche e che l’efficacia del provvedimento in parola veniva sospesa con decreto presidenziale n.292/15, poi confermato con ordinanza collegiale n.348/15;

Considerato che in data 22 ottobre 2015, all’Udienza pubblica per la trattazione della causa, il Collegio, rilevata la pendenza della questione di legittimità costituzionale dell’art.7 L.R.43/2013 in relazione alla’art.7 c.10 D.L.158/12, per violazione degli artt.117 c.3, 117 c.2 lett.h), con ordinanza n. 3674/15, sospendeva il processo in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale;

Rilevato che durante il periodo di sospensione del processo, il Sig.XXXX ha trasferito la titolarità dell’esercizio dell’attività di raccolta delle scommesse sportive e ippiche, per conto di Eurobet Italia S.r.l., e della relativa concessione al Sig. XXXXX, già suo socio;

Considerato che, ad una sommaria delibazione propria della fase cautelare, il proposto gravame appare suscettibile di accoglimento rilevato che non ci si trovi di fronte ad una nuova autorizzazione all’apertura di un nuovo esercizio, ma esclusivamente di fronte ad una cessione d’azienda, attraverso cui l’odierno ricorrente gestisce il medesimo punto di raccolta sia sotto l’aspetto dei locali, sia sotto l’aspetto del codice diritto n.37561;

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