tribunale

Il Tar Lombardia ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una serie di bar contro il Comune di Paderno Dugnano (MI) in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza n. 60/2019 del 14/05/19 con cui si dispone “che l’esercizio delle sale giochi autorizzate ex art. 86 tulps, nonche’ il funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro di cui all’art. 110 comma 6 tulps, collocati in altre tipologie di esercizi autorizzati ex art. 86 tulps o ex art 88 tulps siano interrotte nelle seguenti fasce orarie, tutti i giorni, festivi compresi: dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12.00 alle 14.00, dalle 19.00 alle 21.00”.

Per il Tar: “Considerato, seppure ad un primo sommario esame, che: l’attività istruttoria svolta dal Comune appare adeguata (cfr. il regolamento comunale, doc. 4 del resistente ed il progetto sulla ludopatia, doc. 6 del resistente); manca la prova del fondamentale requisito del “periculum in mora”, non essendo dimostrato che la limitazione del gioco introdotta con l’ordinanza impugnata possa cagionare un pregiudizio grave ed irreparabile agli esponenti; le spese della presente fase seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), respinge la domanda incidentale di sospensione.

Condanna i ricorrenti, in solido fra loro, al pagamento a favore del Comune delle spese della presente fase cautelare, che liquida in euro 2.000,00 (duemila/00), oltre accessori di legge”.

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