consiglio di stato
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(Jamma) – Anche Netwin si rivolge al Consiglio di Stato per la vicenda del “doppio taglio” delle slot. Oggi di fronte alla Quarta Sezione si è tenuta l’udienza in Camera di Consiglio per la richiesta di sospensiva, che andrà direttamente in decisione, del decreto ministeriale sulla riduzione delle slot previsto dalla manovrina approvata a giugno 2017. Il taglio degli apparecchi – da quasi 400mila a circa 265mila – è stata articolato in due fasi: il 15% entro il 31 dicembre dello scorso anno, mentre il restante 19% entro il 30 aprile 2018.

La vicenda tuttavia appare superata dagli eventi: il Tar Lazio ha infatti respinto in primo grado la richiesta di sospensiva e il 30 aprile è scaduto il termine definitivo della riduzione della rete.

Negli ultimi mesi la vicenda ha tenuto impegnati i giudici amministrativi; coinvolta anche Codere che a inizio aprile aveva chiesto al Presidente della Sezione un decreto d’urgenza, ma poi si era adeguata all’ordine dell’Amministrazione e ha tagliato tutte le slot in eccesso. Tutto nasce dall’iter di riduzione della rete deciso dal Governo, già a dicembre le concessionarie hanno tagliato il proprio parco macchine del 15%, e a fine aprile hanno completato il processo: il numero complessivo di slot è sceso così a 265mila. La controversia riguarda però il numero di macchine che ciascun operatore dove dismettere, in sostanza non è chiaro a quale dato occorra fare riferimento per calcolare le singole quote. Secondo alcuni si deve prendere in considerazione il parco esistente al 31 luglio 2015, come prevede la Stabilità 2016 che ha lanciato la riduzione della rete. Con il decreto attuativo del luglio 2017, il Mef ha invece fatto riferimento il paniere controllato nel settembre 2017. Il problema nasce dal fatto che in questo lasso di tempo, la maggior parte degli operatori ha avviato l’iter di razionalizzazione, Codere e Netwin al contrario hanno acquisito delle quote di mercato degli altri concessionari. In sostanza, hanno tagliato‎ le slot dovute basandosi sul parco esistente al luglio 2015, ma poi hanno riacquisito una serie di nulla osta dismessi dagli altri operatori.

Il Mef, tuttavia, ha fatto riferimento al parco macchine esistente a settembre scorso, e alla fine dei conti ha chiesto a queste due compagnie di eliminare le slot riacquisite. In campo è scesa anche la maggior parte degli altri operatori per contrastare la posizione di Codere e Netwin: se queste ultime venissero autorizzate a conservare le macchine riacquisite, loro dovrebbero compensarne la quota, visto che comunque la rete finale dovrà essere composta da 265mila macchine. L’ordinanza del Consiglio di Stato arriverà nelle prossime 24/48 ore, ma ormai si attende l’udienza di merito di fronte al Tar Lazio, già fissata per il 23 maggio. In quella sede si deciderà anche della richiesta di rinviare la questione alla Corte Costituzionale.

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