Il Tar Lombardia ha respinto – tramite decreto – il ricorso di una sala bingo contro il Comune di Milano in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza di sospensione del funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro di cui all’art. 110, VI comma del TULPS, installati nell’esercizio sito in Milano (…); in parte qua delle ordinanze sindacali n. 63/2014 del 15.10.2014 e n. 65/2014 del 23.10.2014 limitatamente alle parti in cui vengono stabiliti gli orari di funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita di denaro di cui all’art. 110, comma 6 del T.U.L.P.S. collocati in tipologie di esercizi autorizzati ex art. 88 T.U.L.PS. (sale bingo) dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 18.00 alle ore 23.00 di tutti i giorni festivi compresi, nonché relativamente alla seconda ordinanza succitata nella parte in cui il Sindaco di Milano ha disposto, a modifica ed integrazione della precedente ordinanza sindacale n. 63 del 15.10.2014, che: “in caso di particolare gravità e recidiva si applicherà per un periodo da 1 a 5 giorni la sanzione accessoria della sospensione dell’attività delle sale giochi autorizzate, ovvero la sospensione del funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro, collocati in altre tipologie di esercizi (commerciali, locale o punti di offerta del gioco); la recidiva si verifica qualora la violazione delle disposizioni sia stata commessa per due volte in un anno anche se il responsabile ha proceduto al pagamento della sanzione mediante oblazione; di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto e/o successivo e/o comunque connesso o che sia in rapporto di correlazione con gli atti richiamati ancorché il contenuto sia allo stato sconosciuto.

Per il Tar: “Considerato che il ricorso e la domanda di fissazione dell’udienza presentano difformità dalle regole tecniche del processo amministrativo telematico (art. 136 c.p.a.; Allegato A DPCM n. 40/2016, art. 9), come specificato nelle comunicazioni di cortesia inviate ai difensori dalla Segreteria; che non vi è prova del perfezionamento delle notifiche, come di regola prescritto dall’art. 56, comma secondo, c.p.a.; che, in ogni caso, il danno paventato dalla società ricorrente è risarcibile. Ritenuto, pertanto: che l’istanza in esame non può trovare accoglimento; che per la trattazione collegiale dell’incidente cautelare va fissata l’udienza camerale del 19 dicembre 2019, fermo restando l’onere della società ricorrente di provvedere alla regolarizzazione degli atti sopra indicati e di comprovare l’instaurazione del contraddittorio processuale;

P.Q.M.

respinge l’istanza di misure cautelari monocratiche e fissa per la trattazione dell’incidente cautelare la camera di consiglio del 19 dicembre 2019, fermi restando gli oneri a carico della parte ricorrente specificati in motivazione”.