cassazione
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(Jamma) Non si chiude qui la vicenda relativa al sequestro, nel 2016, di circa 500 schede da gioco da parte della Guardia di Finanza per l’illecito utilizzo e contraffazione del marchio Star Wars, di proprietà della Lucafilm.

Il ricorrente aveva lamentato la violazione di legge, ed in particolare dell’art. 473 cod. pen., per quanto attiene al pericolo di confusione per il consumatore. La motivazione circa la presenza del fumus del delitto contestato era meramente apparente.

Non si era affatto dimostrato che i personaggi inseriti nel gioco potessero confondersi con quelli appartenenti alla saga Star Wars né risultava che la Lucasfilm avesse prodotto schede di gioco alle quali potessero fare riferimento e concorrenza sleale quelle in sequestro.

La Corte di Cassazione ha giudicato inammissibile il ricorso contro la pronuncia del Tribunale del Riesame di Torino “presupposto al più un difetto di motivazione dell’ordinanza, entrambi vizi che non possono essere sollevati, come si è premesso, con ricorso avverso il provvedimento oggi impugnato”.

Nel 2016 venne sequestrato anche per il materiale a corredo (poster, cartelloni e stampe) e per la documentazione che riguarda la creazione e la distribuzione di giochi e apparecchi. I magistrati ipotizzano il reato di contraffazione e alterazione di marchi registrati, di proprietà della società americana Lucasfilm, con l’aggravante della sistematicità del reato.

 

“Malgrado le due società potessero conoscere l’esistenza del titolo di proprietà industriale – aveva specificato la Procura – hanno contraffatto o alterato marchi e segni distintivi di prodotti industriali, ossia i personaggi della serie Star Wars”.

La Corte di Cassazione ha giudicato inammissibile anche la prta del ricorso riferita al sequestro delel schede. “Nel sequestro probatorio, infatti, in via generale, si può disporre il vincolo reale sui beni che costituiscono il corpo di reato o che sono pertinenti al medesimo e necessari per l’accertamento dei fatti” si legge nella pronuncia.

“Nel caso concreto, il pubblico ministero aveva ordinato la perquisizione dei locali delle società interessate e dei luoghi ove risultavano installate le macchine da gioco che doveva presumersi contenessero le schede che utilizzavano illecitamente i personaggi della nota saga cinematografica. Con il conseguente sequestro di documentazione e delle predette schede.
Ciò premesso, non appare potersi fondatamente dubitare del fatto che la documentazione e le schede sottoposte al sequestro probatorio fossero tutti beni pertinenti al reato perchè era proprio da questi che si potevano desumere gli elementi di prova del delitto contestato, con la produzione e la distribuzione di un gioco che, allo stato, si riteneva violasse una privativa. L’ampiezza della ricerca e dell’apprensione avrebbe poi consentito alla pubblica accusa di resistere ad eventuali censure di incompletezza della prova”.
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