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(Jamma) Il Tar Lazio ha stabilito che spetta al giudice ordinario stabilire se un concessionario di scommesse sia stato danneggiato o meno dal “cattivo operato dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, nel fare applicazione dei vincolanti principi di diritto dell’Unione Europea, ha, di fatto, consentito ai CTD di espandersi ed operare indisturbati all’interno del mercato italiano delle scommesse, potendo beneficiare della disapplicazione della norma penale di cui all’art. 4, comma 4 bis, l. n. 401 del 1989, sanzionante la raccolta abusiva di scommesse, in ragione del fatto di operare in collegamento e per conto di operatori esteri illegittimamente esclusi o discriminati dalla normativa di cui ai bandi di gara”, come ha denunciato il concessionario stesso.

La stessa “Avvocatura Generale dello Stato, in via pregiudiziale, ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, ha poi eccepito la prescrizione delle avverse pretese risarcitorie e, nel merito, ha contestato la fondatezza delle censure dedotte concludendo per il rigetto del ricorso” si legge nelal pronuncia.

Per i giudici “nel caso di specie, non sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo in quanto la domanda risarcitoria non attiene all’esecuzione ed all’eventuale inadempimento delle clausole della convenzione accessiva alla convenzione, nel qual caso, trattandosi di materia devoluta al giudice amministrativo in giurisdizione esclusiva, sussisterebbe la giurisdizione del giudice adito, ritenuto, infatti, che nell’ambito della convenzione accessiva alla convenzione non si rinviene una clausola specifica che garantisca al concessionario l’esclusività dello svolgimento dell’attività in una determinata zona geografica, mentre la richiesta risarcitoria attiene sostanzialmente al mutamento di fatto che, successivamente al provvedimento concessorio ed alla stipula della relativa convenzione, avrebbe leso l’aspettativa della ricorrente ad operare in un mercato chiuso, limitato soltanto ai vincitori del bando di assegnazione delle concessioni, cagionandole un pregiudizio economico”.

 

 

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