tribunale

Il Tar Lazio ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro Mef e Adm in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento con cui è stata revocata una ricevitoria del gioco del lotto a Pizzoni (VV).

“Ritenuto, a un primo sommario esame, che il ricorso non presenti sufficienti profili di possibile fondatezza, atteso che:

– costituisce circostanza incontroversa che la ricorrente abbia per due volte versato i proventi del gioco del lotto con un ritardo largamente superiore ai cinque giorni dal ricevimento dell’apposita intimazione; termine, questo, che in base all’articolo 2 del disciplinare, “comporta la revoca della concessione, anche a norma dell’art. 1454 c.c.”;

– la decadenza della ricorrente dalla titolarità della concessione della rivendita di generi di monopolio costituisce una conseguenza del venir meno del rapporto fiduciario con l’Amministrazione, in dipendenza della disposta revoca della concessione della ricevitoria del gioco del lotto, alla luce di quanto previsto dall’articolo 6, n. 9), e dall’articolo 18 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293;

Ritenuti, pertanto, insussistenti i presupposti per concedere la misura cautelare richiesta;

Ritenuto, tuttavia, che sussistano giustificate ragioni per disporre la compensazione tra le parti delle spese del giudizio;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) respinge l’istanza cautelare”.

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