Il Tar Lazio ha respinto due ricorsi contro Adm e Mef in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dei provvedimenti di revoca dell’atto di concessione delle rispettive ricevitorie del gioco del lotto site a Gussola (CR) e Mariano Comense (CO).

Nel primo caso il provvedimento è stato preso per quattro tardivi versamenti superiori a tre giorni lavorativi e di importo pari o superiore ai versamenti medi settimanali.

Per il Tar: “Ritenuto, a un primo sommario esame, che il ricorso non presenti sufficienti profili di possibile fondatezza, atteso che la revoca della concessione al verificarsi di tre ritardi di versamento in un biennio e di un quarto ritardo entro il semestre successivo è espressamente prevista dal disciplinare sottoscritto dal ricorrente e che questi, in presenza di eventuali disguidi nei versamenti ascrivibili all’Istituto bancario mandatario, avrebbe avuto l’onere di attivarsi immediatamente per evitare di incorrere in ulteriori ritardi; ritenuti, pertanto, insussistenti i presupposti per concedere la misura cautelare richiesta; ritenuto, tuttavia, che sussistano giustificate ragioni per disporre la compensazione tra le parti delle spese della presente fase cautelare; il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) respinge l’istanza cautelare”.

Nel secondo caso il provvedimento è scaturito per omesso versamento dei proventi del gioco del lotto nel termine intimato. Si chiedeva inoltre l’annullamento anche del provvedimento di decadenza del ricorrente dalla gestione della rivendita in virtù “del combinato disposto degli artt. 6, n. 9, 13, lett. A) e 18 della richiamata legge 1293/57, che prevede che decada dalla gestione il rivenditore che sia stato rimosso da mansioni inerenti ai rapporti con l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, se non siano trascorsi almeno cinque anni dal giorno della rimozione”;

Per il Tar: “Considerato che il ricorso R.G. 7588 del 2019 ha ad oggetto il provvedimento di revoca della concessione della ricevitoria del gioco del lotto di cui è titolare il ricorrente, mentre il ricorso R.G. 15177 del 2019 ha ad oggetto il provvedimento conseguenziale di decadenza dello stesso ricorrente dalla gestione della rivendita di generi di monopolio; ritenuto, in accoglimento dell’istanza di parte ricorrente, che i ricorsi debbano essere trattati congiuntamente, in quanto strettamente connessi, e che inoltre entrambi rientrino nella competenza di questo Tribunale amministrativo, atteso che il provvedimento impugnato con il ricorso R.G. 7588 del 2019 è riconducibile alla competenza funzionale inderogabile del TAR Lazio, sede di Roma, in ordine alle “controversie aventi ad oggetto i provvedimenti emessi dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in materia di giochi pubblici con vincita in denaro” (articolo 135, comma 1, lett. q-quater, cod. proc. amm.), mentre il provvedimento impugnato con il ricorso R.G. 15177 del 2019 è attratto alla predetta competenza funzionale, in ossequio al “principio della prevalenza della competenza funzionale come criterio regolatore della connessione” (Ad. plen. ord. n. 4 del 2013);

Ritenuto, a un primo sommario esame, che i ricorsi non presentino sufficienti profili di possibile fondatezza, atteso che il generale principio di responsabilità del titolare per il fatto dei propri collaboratori – principio in forza del quale il ricorrente è chiamato a rispondere delle conseguenze dei ritardi di versamento dei proventi del gioco del lotto che la parte afferma imputabili a un’assistente – non sembra infirmato dalla circostanza che la predetta assistente fosse stata autorizzata a prestare esercizio nella rivendita e nella ricevitoria del lotto dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli; ritenuti, pertanto, insussistenti i presupposti per concedere la misura cautelare richiesta; ritenuto, tuttavia, che sussistano giustificate ragioni per disporre la compensazione tra le parti delle spese della presente fase cautelare; il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda), previa riunione dei ricorsi R.G. n. 7588 del 2019 e n. 15177 del 2019, respinge le istanze cautelari ivi proposte”.