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Il Tar Campania (sezione staccata di Salerno) ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro Ministero dell’Interno e Questura di Avellino in cui si chiedeva l’annullamento previa sospensione dell’efficacia del decreto con il quale il Questore di Avellino ha rigettato la richiesta di autorizzazione alla raccolta di scommesse.

Per il Tar “rilevato che l’esigenza di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica impongono al titolare dell’autorizzazione di avere una condotta irreprensibile ed immune da censure e, nella valutazione di tale requisito, l’Autorità di pubblica sicurezza dispone di un ampio potere di apprezzamento discrezionale, in funzione della pericolosità dell’attività soggetta ad autorizzazione e della delicatezza degli interessi pubblici coinvolti, che può essere censurato solo se risultano vizi di irrazionalità e incoerenza; la frequentazione di persone gravate da procedimenti penali e di polizia assume un’indubbia importanza in sede di valutazione della affidabilità del richiedente; gli organi del Ministero dell’interno ben possono rilevare come tali frequentazioni possano dare luogo a rischi: una tale valutazione risulta di per sé ragionevole (cfr.Consiglio di Stato sez. III 27/03/2018 n. 1905); considerato che il gravato provvedimento, nella parte motiva, appare puntualmente ricostruire la costante perduranza delle contestate frequentazioni, di talché non appare, allo stato, sussistere il fumus richiesto per disporre l’invocata misura cautelare; ritenuto che le spese della presente fase debbano seguire la soccombenza dell’istante; il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Prima), respinge l’istanza cautelare; condanna il ricorrente al pagamento delle spese della presente fase cautelare, che liquida in € 800,00, oltre accessori di legge”.

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