Il Tar Lombardia (sezione staccata di Brescia) ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso contro il Comune di Mantova per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della ordinanza dirigenziale di revoca della licenza di pubblica sicurezza per l’attività di sala giochi notificata il 15 aprile 2019; disponendosi, nel contempo, con effetto immediato, dalla data di notifica del provvedimento, oggetto del presente gravame, la revoca della licenza rilasciata all’Amministratore Unico della società per l’esercizio dell’attività di sala pubblica da gioco.

Per il Tar: “Viste le censure dalla parte ricorrente dedotte avverso l’atto, come sopra avversato; preso atto delle argomentazioni esposte dalla difesa dell’intimata Amministrazione con memoria depositata in giudizio il 2 maggio 2019; preso atto, ulteriormente, che il provvedimento impugnato mutua fondamento dall’informazione interdittiva antimafia adottata dalla Prefettura di Mantova in data 10 aprile 2019 nei confronti della predetta società (avversata in sede giurisdizionale con separato ricorso N.R.G. -OMISSIS-), nella quale viene rilevata la sussistenza di rischi di condizionamento da parte della criminalità organizzata di cui all’art. 84, comma 3, del D.Lgs 159/2011; escluso, nel quadro della sommaria delibazione propria della presente fase cautelare, che il potere nella fattispecie esercitato dalla resistente Amministrazione si presti a fondati rilievi, sulla base delle argomentazioni dalla parte ricorrente sviluppate con l’atto introduttivo del giudizio; osservato, quanto al profilo del periculum in mora, come l’inibizione alla prosecuzione dello svolgimento dell’attività commerciale dalla parte ricorrente condotta integri un pregiudizio di carattere meramente economico – in quanto tale, suscettibile di integrale ristoro in caso di eventuale esito favorevole del contenzioso – e dimostra connotazione subvalente rispetto all’interesse pubblico, per l’effetto, esclusa l’accoglibilità della proposta istanza cautelare;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima), così dispone in ordine alla formulata istanza cautelare: respinge la predetta richiesta; condanna -OMISSIS-, in persona del legale rappresentante p.t., ai sensi dell’art. 57 c.p.a., al pagamento delle spese inerenti la presente fase cautelare, in favore dell’Amministrazione costituitasi in giudizio, per complessivi € 500,00 (euro cinquecento/00)”.