Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro il Comune di Montebelluna (TV) in cui si chiedeva la riforma della sentenza breve del Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Terza) concernente l’ordinanza in materia di “disciplina comunale degli orari di esercizio delle sale giochi e degli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro installati negli esercizi anche commerciali ove è consentita la loro installazione” e di ogni atto preordinato, conseguenziale e/o comunque connesso, anche se ignoto, ivi inclusa in particolare la delibera del Consiglio Comunale n. 56 del 24/8/2017, con cui è stato approvato lo schema di “Regolamento comunale sui criteri di installazione di nuovi apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro e dei sistemi da gioco video lottery, nonché di pratica ed esercizio del gioco d’azzardo e comunque dei giochi con vincita in denaro, leciti, comprese le scommesse”, elaborato dall’Associazione dei Comuni della Marca Trevigiana, nonché l’atto o gli atti, di estremi ignoti, con cui il Comune di Montebelluna ha deliberato di aderire agli indirizzi forniti in materia dalla predetta Associazione, ed ove occorrer possa la delibera del Consiglio Comunale n. 43 del 12/6/2017 avente ad oggetto l’approvazione della mozione del Cons. Carmine Bianco su “ludopatia ed informazione”.

Per il Consiglio di Stato: “Ritenuto che, fatto salvo il necessario approfondimento in sede di merito, i motivi di ricorso non appaiono assistiti da fumus boni iuris; ritenuto, altresì, che, essendo stata l’attività commerciale, non impedita, ma sottoposta a limiti temporali, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, sia preminente l’interesse pubblico alla limitazione dell’orario di esercizio, non risultando, allo stato, manifestamente irragionevole la scelta discrezionale dell’amministrazione circa l’individuazione della fascia oraria di apertura; ritenuta la sussistenza di giusti motivi di compensazione delle spese della fase cautelare.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), respinge l’istanza cautelare. Compensa le spese della presente fase cautelare”.