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(Jamma) – Ancora una sentenza sulla spigolosa materia della raccolta a distanza e Punto vendita ricarica (PVR), pronunciata dal Tribunale di Bergamo il 23 febbraio 2017. I fatti, risalenti al 2012, vedono coinvolti il titolare del PVR ed i referenti di società contrattualizzata con un concessionario e che per conto di questo agiva quale procacciatore di esercizi interessati ad assumere il ruolo di PVR.

La contestazione si è riferita all’art.4 legge 401/89 per via della presenza di postazioni telematiche nel locale che consentivano ai clienti la partecipazione ai giochi proposti, tra cui il poker. All’udienza del 23 febbraio il pubblico ministero ha chiesto la condanna di tutti gli imputati.

Le difese hanno concluso chiedendo l’assoluzione. In particolare l’avv.Marco Ripamonti, difensore dei titolari della società procacciatrice, ha ricostruito la normativa in materia illustrando il contenuto delle numerose pronunce assolutorie ottenute sul tema.
Ne è seguita assoluzione per tutti con la formula “il fatto non sussiste”.

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