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(Jamma) Quando una norma che vietà la pubblicità sul gioco d’azzardo è una regola tecnica? E come sì va comunicata alla Commissione Eu così come prevde la Direttiva? A queste domande ha risposto l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia Europea a proposito di una domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Københavns Byret (Tribunale distrettuale di Copenhagen, Danimarca).Il caso riguarda i caporedattori uscente e attuale del giornale Ekstra Bladet e il proprietario di quest’ultimo. Essi sono perseguiti penalmente in Danimarca per aver pubblicato inserzioni pubblicitarie su questo giornale e sui siti Internet, per società di scommesse che offrivano giochi o scommesse in Danimarca senza essere provviste di licenza.

Ill Københavns Byret (Tribunale distrettuale di Copenhagen) ha sottoposto alla Corte la seguente questione pregiudiziale:

«Se la presente causa riguardi una regola soggetta a notifica ai sensi del combinato disposto dell’articolo 8, paragrafo 1, e dell’articolo 1, primo comma, punti 2) 5) e 11), della direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che prevede una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche, come modificata dalla direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 luglio 1998, relativa ad una modifica della direttiva 98/34 (…) che prevede una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche, sulla base delle seguenti premesse:

a)      si deve introdurre una legge di modifica della legge su taluni giochi, lotterie e scommesse (lov om visse spil, lotterier og væddemål), in base alla quale occorre introdurre una disposizione che sanzioni penalmente, tra l’altro, chiunque, con dolo o colpa grave, “offra giochi, lotterie o scommesse in Danimarca senza essere in possesso di una licenza ai sensi dell’articolo 1” e chiunque, con dolo o colpa grave, “pubblicizzi giochi, lotterie o scommesse che non rientrano in una licenza di cui all’articolo 1”, e

b)      dalle osservazioni sulla proposta di legge di modifica [bemærkningerne til forslaget til ændringsloven] risulta che dette disposizioni penali sono finalizzate in parte a precisare o introdurre un divieto riguardante i giochi offerti online da società di gioco stabilite al di fuori della Danimarca, rivolti direttamente al mercato danese, e in parte a vietare la pubblicità, fra l’altro, di giochi offerti online da società di gioco stabilite al di fuori della Danimarca, in quanto nelle stesse osservazioni si afferma che è pacifico, in base alla normativa in vigore prima degli emendamenti, che l’organizzazione di giochi è illegale se una società di gioco stabilita al di fuori della Danimarca si avvale di canali di vendita in cui il dispositivo di gioco è di fatto venduto fisicamente all’interno dei confini danesi; sussistono, tuttavia, maggiori dubbi circa l’applicabilità della disposizione anche ai giochi provenienti dall’estero e rivolti a partecipanti in Danimarca, ma di fatto situati fisicamente al di fuori di tale paese; occorre pertanto chiarire se detta disposizione si applichi anche a tali forme di gioco. Risulta altresì dalle osservazioni che si propone di introdurre un divieto di pubblicità su giochi, lotterie e scommesse non autorizzati tramite licenza ai sensi di detta legge e che la modifica è conforme al divieto di cui all’articolo 12, paragrafo 3, della legge in materia di scommesse sulle corse dei cavalli (hestevæddeløbsloven), ma rappresenta un chiarimento dell’articolo 10, paragrafo 4, della legge in materia di scommesse e lotterie [attualmente abrogata] (Tips- og lottoloven) Dalle osservazioni, inoltre, risulta che il divieto è finalizzato a proteggere i prestatori di giochi in possesso di una licenza rilasciata dalle autorità danesi dalla concorrenza di società che non sono in possesso di detta licenza e che, pertanto, non possono legalmente offrire giochi o operare come intermediari degli stessi in Danimarca».

L’Avvocato Generale Michal Bobek, nelle sue conclusioni, suggerisce alla Corte di rispondere alle questioni sollevate dal Københavns Byret [Tribunale distrettuale di Copenhagen (Danimarca)] nei seguenti termini:

Nella misura in cui riguardano i servizi di gioco, norme nazionali come quelle di cui all’articolo 10, paragrafo 1, punto 1, e paragrafo 3, punto 3, della lov nr. 204 af 26. marts 2003 om ændring af lov om visse spil, lotterier og væddemål og andre love og om ophævelse af lov om væddemål i forbindelse med heste- og hundevæddeløb lov om væddemål i forbindelse med heste- og hundevæddeløb (legge n. 204 del 26 marzo 2003 che modifica la legge su taluni giochi, lotterie e scommesse e altre leggi e che abroga la legge relativa alle scommesse sulle corse di cavalli e cani), non costituiscono «regole tecniche» ai sensi dell’articolo 1, punto 11, della direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che prevede una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche, come modificata dalla direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 luglio 1998.

Nella misura in cui riguarda i servizi pubblicitari, una modifica delle norme nazionali come quella di cui all’articolo 10, paragrafo 3, punto 3, della legge n. 204 del 26 marzo 2003, che modifica la legge su taluni giochi, lotterie e scommesse e altre leggi e che abroga la legge relativa alle scommesse sulle corse di cavalli e cani, non costituisce una «regola tecnica» ai sensi dell’articolo 1, punto 11, della direttiva 98/34, come modificata dalla direttiva 98/48, tranne nel caso in cui tale modifica riguardi specificamente i servizi della società dell’informazione.

Per stabilire se una regola riguardi specificamente tali servizi, il giudice nazionale dovrebbe valutare, in particolare:

–      se la modifica costituisca solo un chiarimento oppure cambi la portata della regola in questione;

–      il testo della regola prima e dopo la modifica e ogni formulazione esplicita contenuta nelle modifiche che possa essere interpretata come un riferimento specifico ai servizi della società dell’informazione;

–      la prova della/e finalità della modifica apportata alla regola, come esposta nella motivazione.

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