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(Jamma) Per il Tribunale Civile di Torino è infondato il ricorso presentato da alcune aziende di gestione del Piemonte contro la norma regionale che mette al bando gli apparecchi da intrattenimento a vincita, ritenendo che “le pronunce richieste esulano dai poteri del giudice ordinario, a cui, in sede sia di merito che cautelare, non è consentito disporre in via generale e astratta la disapplicazione o la sospensione dell’efficacia di leggi, né emanare inibitorie di contenuto parimenti generale, dirette al raggiungimento di questi stessi effetti”.“Gli esposti motivi di infondatezza del ricorso escludono altresì la necessità di un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea ai sensi dell’art. 267 Tfue” si legge nell’ordinanza con la quale le aziende avevano chiesto “ai sensi dell’art. 700 Cpc di disapplicare gli art. 5 e 13 L. Reg. Piemonte 9/2016 (“Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico”), di sospenderne l’efficacia e di “inibire l’adozione di ogni atto o provvedimento attuativo” (p. 34 – 35), adducendo a motivo “l’effetto espulsivo del distanziometro” previsto dalla legge (p. 10), che sarebbe in contrasto con l’art. 41 Cost., con principi di diritto comunitario (e, in particolare con gli art. 49 e 56 Tfue) e con le leggi di stabilità per il 2016 e il 2018”.

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