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(Jamma) Il Tar Campania ha annullato il provvedimento con il quale il Comune di Napoli ha disposto la chiusura per un totale di 60 giorni di una sala Bingo per la reiterata violazione del regolamento in materia di orari di apertura.

Secondo i giudici “la violazione delle prescrizioni recate dal Regolamento e dall’ordinanza sindacale in tema di orario di apertura delle sale da gioco, dei quali ha fatto applicazione il provvedimento impugnato, non può integrare automaticamente e senza l’intermediazione di un quid pluris di illiceità comportamentale, un abuso idoneo a legittimare di per sé l’avversata sospensione secondo l’art. 10 del T.U.L.P.S”.

I giudici hanno “rilevato che peraltro nella specie emergono concrete circostanze che, pur non escludendo la sussistenza di violazioni reiterate al limite di orario imposto dal Regolamento comunale, le quali determinano e legittimano l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative pecuniarie, risultano, tuttavia, oggettivamente adeguate e conferenti al fine di dimostrare una manifesta sproporzione ed ingiustizia della sanzione applicata, specialmente se si considerano i suoi verosimili gravosi effetti sugli interessi economici dell’impresa ricorrente e delle conseguenti ricadute occupazionali”.

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale XXXXX, proposto da:
XXXXXX, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Domenicantonio Siniscalchi, Andrea Adamo, con domicilio eletto presso lo studio Andrea Adamo in Napoli, corso Umberto I, 190;

contro

Comune di Napoli, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Antonio Andreottola, Barbara Accattatis Chalons D’Oranges, Eleonora Carpentieri, Bruno Crimaldi, Annalisa Cuomo, Anna Ivana Furnari, Giacomo Pizza, Bruno Ricci, Gabriele Romano, domiciliato in Napoli, piazza Municipio, Palazzo San Giacomo;

per l’annullamento:

1) della Disposizione Dirigenziale n. 23 del 13.4.2017, con la quale il S.U.A.P. del Comune di Napoli ha disposto la sospensione per giorni sessanta, a partire dalla data di notifica del provvedimento medesimo, dell’esercizio di sala Slot e sala Bingo sito XXXXXXXXXXX;

2) per quanto di ragione, del “Regolamento sale da gioco e giochi leciti” del Comune di Napoli, approvato con delibera consiliare n. 74 del 21.12.2015;

3) per quanto di ragione, dell’Ordinanza Sindacale del Comune di Napoli n. 1 del 4.4.2016;

4) di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, se ed in quanto lesivo degli interessi del ricorrente, anche se non conosciuto, con riserva di produrre motivi aggiunti.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Comune di Napoli;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella Camera di consiglio del giorno 6 giugno 2017 il dott. Alfonso Graziano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm..

 

Premesso che va preliminarmente disattesa l’eccezione del Comune resistente in relazione alla denunciata violazione delle regole del processo amministrativo telematico, in quanto sono depositati il ricorso in formato nativo digitale (firmato digitalmente in data 27/4/2017) ed il ricorso in formato analogico (avviato alla notifica a mezzo del servizio postale il 24/4/2017), debitamente asseverato ex art. 22, d.lgs. n. 82/2005 con atto formato sottoscritto in modalità digitale, nonché la relata di notifica asseverata con le stesse modalità digitali, per cui il ricorrente ha adempiuto alle formalità previste dall’art. 136 c.p.a. e dall’art. 9 del d.P.C.M. n. 40 del 2016, che non vietano la redazione di un doppio originale, laddove in materia processuale vige piuttosto il principio della strumentalità delle forme ex art. 156 c.p.c. (cfr. TAR Lazio, sez. III, 9/5/2017, n. 5545);

reputato inoltre condivisibile sul punto l’avviso secondo il qual e ove in un giudizio ratione temporis soggetto alla disciplina a regime del P.A.T. (Processo amministrativo telematico) sia depositata la copia per immagini, scansionata, di un ricorso cartaceo e tale copia sia firmata digitalmente, l’atto depositato è sì irregolare e difforme rispetto al modello normativamente tipizzato dall’art. 9, comma 1 del d.P.C.M. n. 40 del 2016 che prescrive che tutti gli atti delle parti, del giudice e dei loro ausiliari siano formati e sottoscritti con modalità native digitali, ma siffatta difformità non ridonda in nullità dell’atto medesimo, in virtù del c.d. principio del raggiungimento dello scopo ex art. 156 c.p.c., poiché la copia scansionata dell’atto creato in formato analogico con sottoscrizione manuale, da un lato è di indubbia attribuibilità al suo autore e dall’altro risulta leggibile e pienamente conoscibile dalle controparti, cosicché alcun vulnus si è prodotto al diritto di difesa (T.A.R. Calabria – Catanzaro, Sez. I, 10 febbraio /2017, n. 175);

posto in punto di fatto che è impugnata la disposizione dirigenziale n. 23 del 13 aprile 2017 con la quale il Dirigente del S.U.A.P. del Comune di Napoli ha ordinato la sospensione per giorni sessanta dell’attività di sala slot (VLT) e sala Bingo esercitate dalla società ricorrente, per avere la Polizia municipale elevato nel 2017 a carico del titolare tre verbali di accertamento (in realtà due, poiché due di essi sono pressoché contestuali, concernendo uno la sala VLT e l’altro la adiacente sala bingo ancorché avente ingresso indipendente e il successivo effettuato dopo qualche settimana) di violazione del divieto di apertura delle sale stesse in orario notturno, fissato dall’art. 17 Regolamento comunale e dall’ordinanza sindacale in epigrafe, nella fascia oraria corrente tra le ore 18 e le 23 di tutti i giorni, festivi compresi;

Considerato, nel merito del gravame, che l’art. 13 del Regolamento sale da gioco e giochi leciti del Comune di Napoli, approvato con delibera consiliare n. 74 del 21.12.2015 va interpretato in relazione e conformità all’art. 10 del R.D. n. 773/1931 recante il Testo unico delle leggi i materia di pubblica sicurezza, al quale la norma locale fa espresso rinvio;

atteso che la citata norma statale ricollega l’irrogazione della sanzione della sospensione dell’autorizzazione e dell’attività – nella specie di sale da gioco – alla commissione di un “abuso” da parte del titolare, all’uopo richiedendosi una motivazione rigorosamente attendibile (T.A.R. Lazio -Roma, Sez. I, 13/01/2015,n. 475), dovendo inoltre sia la revoca che la sospensione del titolo, essere graduate secondo il principio di proporzionalità (T.A.R Sicilia – Catania, Sez. IV, 15/02/2016, n. 501);

ritenuto che la violazione delle prescrizioni recate dal Regolamento e dall’ordinanza sindacale in tema di orario di apertura delle sale da gioco, dei quali ha fatto applicazione il provvedimento impugnato, non può integrare automaticamente e senza l’intermediazione di un quid pluris di illiceità comportamentale, un abuso idoneo a legittimare di per sé l’avversata sospensione secondo l’art. 10 del T.U.L.P.S;

Rilevato che peraltro nella specie emergono concrete circostanze che, pur non escludendo la sussistenza di violazioni reiterate al limite di orario imposto dal Regolamento comunale, le quali determinano e legittimano l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative pecuniarie, risultano, tuttavia, oggettivamente adeguate e conferenti al fine di dimostrare una manifesta sproporzione ed ingiustizia della sanzione applicata, specialmente se si considerano i suoi verosimili gravosi effetti sugli interessi economici dell’impresa ricorrente e delle conseguenti ricadute occupazionali;

reputato, dunque, il ricorso fondato e suscettibile di essere definito nel merito con sentenza in forma semplificata, sentite sul punto le parti costituite;

ritenuto che le spese possano essere compensate stante la novità della questione trattata.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto, annulla la Disposizione Dirigenziale n. 23 del 13.4.2017, con la quale il S.U.A.P. del Comune di Napoli ha disposto la sospensione per giorni sessanta, a partire dalla data di notifica del provvedimento medesimo, dell’esercizio di sala Slot e sala Bingo sito XXXXX.

Spese compensate.

Ordina che la presente Sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella Camera di consiglio del giorno 6 giugno 2017 con l’intervento dei magistrati:

Fabio Donadono, Presidente

Gianmario Palliggiano, Consigliere

Alfonso Graziano, Consigliere, Estensore

 
 
L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Alfonso Graziano Fabio Donadono
 
 
 
 
 

IL SEGRETARIO

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