tribunale

Il Tar Campania ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro Comune di Ercolano (NA), Ministero dell’Interno e Questura di Napoli in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, “della determinazione del Comune (…) avente ad oggetto la dichiarazione di inefficacia della SCIA del 18.5.2018 e cessazione dell’attività di installazione giochi leciti ed apparecchi e congegni di cui all’art. 110 co. 6 lett. a) TULPS in attività munita di licenza ex art. 88 e 86 TULPS; (…) ove e per quanto lesivo del Regolamento per l’insediamento delle attività di sala pubblica da gioco e per l’installazione di giochi leciti in pubblici esercizi, in particolare dell’art. 9, approvato con deliberazione di Consiglio comunale n. 6 dell’11 febbraio 2015 laddove interpretabile così come interpretato dal Comune di Ercolano”.

Per il Tar “Considerato che: alla luce degli approfondimenti istruttori e delle ulteriori verifiche condotte dall’amministrazione comunale, non appare rispettata la distanza minima di 250 metri tra l’ingresso dell’Agenzia (…) e la Chiesa di (…) Ercolano, luogo sensibile più vicino all’esercizio, come prevista dall’art. 9, comma 2, del Regolamento comunale per sale giochi e installazioni giochi leciti, approvato con delibera di C.C. n. 6 dell’11/02/2015

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Terza), respinge la richiesta di sospensione cautelare dell’esecuzione del provvedimento impugnato.

Condanna la società ricorrente al pagamento, in favore dell’amministrazione comunale di Ercolano, delle spese della fase cautelare che liquida in € 500,00 (cinquecento/00), oltre accessori di legge”.

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