tribunale

Il Tar Emilia Romagna ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro il Comune di Bologna in cui si chiedeva l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza avente ad oggetto la “DISCIPLINA DEGLI ORARI DI FUNZIONAMENTO DEGLI APPARECCHI E DEI CONGEGNI AUTOMATICI CON VINCITA IN DENARO PRESENTI IN ESERCIZI AUTORIZZATI AI SENSI DEGLI ARTICOLI 86, 88, 110 COMMA 6 DEL TULPS (R.D. 773/1931)”.

Per il Tar: “Rilevato che – ad una prima ed inevitabilmente sommaria delibazione – il ricorso è- ad avviso del Collegio infondato in relazione al complesso delle censure in esso delineate; rilevato, altresì che la società ricorrente enuncia genericamente, ma non comprova specificamente l’esistenza di un effettivo pregiudizio grave ed irreparabile in relazione alla propria complessiva condizione patrimoniale, reddituale ed imprenditoriale mediante esibizione in giudizio di certificazione conforme (bilanci di esercizio e dichiarazione dei redditi); rilevato, infine, che –nella comparazione dei contrapposti interessi –risulta manifestamente prevalente nella presente fase cautelare la tutela del fondamentale interesse pubblico alla salvaguardia della salute e sicurezza collettiva rispetto al mero interesse economico fatto valere in giudizio;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna (Sezione Seconda), rigetta l’istanza suddetta, in quanto manifestamente infondata, e condanna la società ricorrente al pagamento degli onorari del giudizio cautelare a favore del Comune resistente, che liquida in Euro tremila/00 oltre accessori di legge”.

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