tar tribunale
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Il Tar Lombardia ha respinto – tramite decreto – il ricorso presentato da una società contro Questura di Brescia, Ministero dell’Interno e Comune di Carpenedolo, in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento del questore con il quale è stata disposta la sospensione per giorni venti di tutte le licenze intestate al legale rappresentante della società e dell’ordinanza del Sindaco del Comune di Carpenedolo recante “Disciplina degli orari di esercizio delle sale giochi, delle sale vlt, delle sale scommesse, degli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro”.

Per il Tar “Premesso che il regolamento comunale e l’ordinanza sindacale – già oggetto del gravame n.r.g. 490/18 – impongono precise limitazioni orarie per l’apertura della sale pubbliche da gioco, coinvolgendo, per quanto attiene a quelle gestite dalla ricorrente in virtù delle autorizzazioni rilasciate ex TULPS, sia le scommesse ippiche e sportive sia l’utilizzo degli apparecchi per il gioco di azzardo lecito con vincite in denaro;

che, pertanto, vigente il suddetto regolamento e l’individuazione della fasce orarie di apertura dettate dall’ordinanza sindacale, durante le fasce orarie di interdizione indicate non è consentito l’accesso alle sale al fine di esercitare il gioco di azzardo nelle sue molteplici estrinsecazioni;

considerato che detti provvedimenti, benchè gravati da ricorso, per effetto del rigetto della richiesta sospensione cautelare, giusta ordinanza n. 247/18 assunta nell’ambito del giudizio incardinato con il richiamato ricorso n. 490/18, a prescindere dalla motivazione della reiezione, risultano pienamente efficaci, con conseguente obbligo per gli operatori destinatari delle prescrizioni in essi contenuti di rispettarle, quanto meno sino alla definizione della causa nel merito;

che, invero, solo all’esito del giudizio di merito (la cui fissazione avverrà compatibilmente con le disponibilità dei ruoli, seppur in tempi il più possibile ravvicinati) ed in caso di accoglimento del ricorso, detti atti perderanno efficacia in conseguenza del loro annullamento;

ritenuto che parte ricorrente sia oggettivamente incorsa nella violazione delle prescrizioni individuanti precise limitazioni di orari, rendendo accessibili le sale anche nelle fasce orarie interdette, come risulta dai quattro verbali di accertamento;

ritenuto, altresì, che gli organi di polizia possano accertare dette infrazioni e relazionare in merito all’autorità comunale al fine di renderla edotta delle violazioni del regolamento comunale e dell’ordinanza sindacale accertate;

che è indubbio il potere del Comune di regolamentare gli orari di esercizio delle sale giochi autorizzate e del funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro, così come di sanzionare l’abuso della persona autorizzata con riguardo alle limitazioni imposte;

considerato, da ultimo, che la società ricorrente, quale titolare dell’autorizzazione, è il soggetto che risponde direttamente all’autorità in caso di violazione delle disposizioni circa gli orari di apertura, restando i rapporti fra società e dipendente interni al rapporto di lavoro tra di essi intercorrente;

ritenuto, quindi, che a fronte della accertata violazione delle limitazioni orarie imposte dal Comune, tutt’ora, si ribadisce, operative e come tali da osservare sino al loro eventuale annullamento, la società ricorrente si è posta nelle condizioni di subire le sanzioni conseguenti a detta inosservanza;

P.Q.M.

RESPINGE la richiesta di misure cautelari monocratiche e fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 10 ottobre 2018, ore di rito”.

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