Il Tar della Puglia ha respinto il ricorso del titolare di una agenzia di scommesse di Lecce contro il provvedimento di immediata chiusura per violazione delle disposizioni in meteria di distanze minime dai luoghi sensibili.

I giudici hanno infatti ritenuto che la sala in questione rientrasse nel caso di un subentro e non una mera prosecuzione dell’attività di raccolta di scommesse. Quanto alla assimilazione delle slot e vlt alle scommesse per i giudici ” le prospettate questioni di legittimità costituzionale sono: per un verso, irrilevanti nel presente giudizio (non essendo stato in alcun modo dimostrato l’allegato “effetto espulsivo”); e, per altro verso, comunque, manifestamente infondate, non ravvisandosi le dedotte violazioni (sostanzialmente) dei principi di ragionevolezza, di proporzionalità, di uguaglianza, di libertà iniziativa economica e di tutela della concorrenza”. ” Pertanto, le disposizioni legislative regionali censurate, nel fissare direttamente per l’intero territorio regionale le (contestate) distanze dai luoghi “sensibili” (ex se rilevanti), si basano su di un ragionevole bilanciamento di interessi costituzionalmente protetti, non incidendo direttamente sulla individuazione e sulla installazione dei giochi leciti, bensì su fattori (quali la prossimità a determinati luoghi e la pubblicità) che potrebbero indurre al gioco un pubblico costituito da soggetti psicologicamente più vulnerabili od immaturi o, comunque, in condizioni contingenti di difese ridotte, e, quindi, maggiormente esposti alla capacità suggestiva dell’illusione di conseguire, tramite il gioco, vincite e facili guadagni, con le inevitabili conseguenze sociali (in tal senso, T.A.R. Puglia, Bari, Sezione Prima, 13 maggio 2015, n. 700; in termini, con riferimento ad analoghe disposizioni legislative della Provincia di Bolzano, Consiglio di Stato, Sezione Sesta, 11 settembre 2013, n. 4498): e, sotto tale profilo (in ordine, essenzialmente, ai potenziali effetti dannosi sulla salute, come innanzi esposto), il Collegio non ravvisa diversità alcuna tra il gioco lecito ex art. 110 del T.U.L.P.S. e le scommesse ippiche e sportive”.